L’Arnetta verdesalva Gallarate

Un corridoio biologico che attraversi la città, una sorta di infrastruttura verde che sia in grado di collegare la Boschina con il parco a sud della 336. Questo, nelle mire dell’amministrazione, il futuro del torrente Arno.Corso d’acqua che, nel corso degli ultimi anni, ha guadagnato in salute. Tanto che, nelle sere d’estate, attraversando il ponte Cardano è possibile ascoltare il gracidio delle rane. Per garantirne

il recupero totale, però, ancora c’è da fare. E questo è uno degli obiettivi strategici del piano di governo del territorio, già inserito all’interno del documento di inquadramento ai piani integrati di intervento. «Si tratta di un percorso che andremo a meglio definire nell’ambito del pgt, allo stato attuale si tratta dell’enunciazione di un principio in termini di disegno urbanistico», spiega il sindaco Nicola Mucci.

L’idea di fondo è che, per attrarre investitori, anche stranieri, in città, sia necessario garantire un’elevata qualità ambientale. In questo senso, il torrente assume un ruolo centrale. Guardando Gallarate dall’alto, infatti, si notano due “macchie” verdi. La prima nella zona nord-ovest, composta dalla Boschina di Crenna e dalla zona dei fontanili, la seconda a sud-est, nei terreni che si trovano al di là della superstrada 336 al confine con Samarate e Busto Arsizio. Quest’ultima, «inserita anche in un percorso strategico elaborato dal Parco del Ticino», rappresenta un corridoio biologico di collegamento tra la valle dell’Olona e quella del Ticino.

f.tonghini

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