Fondazione “congelata”, ma il Teatro Sociale va avanti: 130 mila euro all’anno dal Comune per proseguire un’avventura non solo culturale ma anche didattica che dà lustro alla città di Busto. Niente moschee, supermercati o strani destini per il gioiello di piazza Plebiscito: con la convenzione triennale si stringe a doppio filo il legame tra il Sociale e il Comune, anche se permangono i problemi e le difficoltà legate al caso del «Caffè Sociale», il bar che in questi giorni avrebbe persino ottenuto l’autorizzazione alla posa dei tavolini all’esterno per gli happy hour.
L’accordo prevede un aumento notevole delle giornate di utilizzo della sala a disposizione del Comune (da 8 a 50), con il Sociale che si impegna a produrre laboratori teatrali ed attività didattiche (una scuola di recitazione per bambini e un corso per ragazzi delle scuole medie superiori e dell’università) e proporre almeno 7 spettacoli per «BA Teatro». Resta aperta però la storia infinita del «Caffè Sociale». Dopo il ricorso vinto al Tar dagli attuali gestori (con cui il Teatro è in causa civile), la nuova doccia fredda è giunta con l’autorizzazione rilasciata dalla polizia locale per l’occupazione suolo pubblico per la posa dei tavolini all’esterno del bar in orario serale. Giusto per rovinare la festa dopo l’accordo sulla convenzione.
f.tonghini
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