Varese, la “magica B” scalda la politica bipartisan

Varese, la “magica B” scalda la politica bipartisan

VARESE Tutti sugli spalti per il Varese in serie B. La campagna abbonamenti è appena cominciata ma, nonostante il periodo di vacanze, già promette bene per i biancorossi neoapprodati al nuovo campionato: tra chi punta sull’abbonamento e chi prenderà i biglietti di volta in volta, curva e distinti stanno già facendo il pieno. «Non so se farò l’abbonamento – dice il sindaco Attilio Fontana – Di certo andrò a vederne tante. Il problema è che il sabato ho un impegno familiare con un’altra squadra del Varese, quella dei pulcini». Da appassionato di calcio qual è però lo ha promesso: cercherà di non mancare. Anche perché la serie B è un bel risultato per tutti i varesini, tanto che ha attirato allo stadio anche chi storicamente non risulta nel novero degli appassionati. È il caso del vicesindaco Giorgio De Wolf, «moderatamente appassionato» di calcio in genere, che l’anno scorso ha fatto buona parte della stagione al Franco Ossola e non si è perso una partita dei paly off: «Non ho ancora deciso se fare o no l’abbonamento, perché non so se riuscirò ad esserci il sabato pomeriggio. La famiglia ogni tanto mi reclama e tra lavoro e politica mi resta solo il sabato per qualunque altra cosa». Confermati invece gli abbonamenti dei democratici varesini che saranno sottoscritti questa settimana. «Io e Mirabelli ci siamo di

sicuro», conferma il consigliere regionale Stefano Tosi, che non è certo un novellino sugli spalti: «Ci andavo fin da ragazzo, solo che all’epoca ero in curva e adesso sono passato ai distinti. È probabile che non ci sarò a tutte le partite, soprattutto a quelle del lunedì, ma si fa prima di tutto per dare un sostegno alla società». Sottoscrive Fabrizio Mirabelli, noto calciofilo e noto interista: «Sono stato abbonato per tanti anni, poi nel ’91 mi sono trovato in uno scontro di fine partita a San Siro e ho deciso che non sarei più entrato in uno stadio. Quest’anno ci sono tornato per i play off e mi sono convinto a rifare l’abbonamento». Anche lui, insieme a Tosi, andrà nei distinti. Idem per il senatore varesino Paolo Rossi, che a sorpresa svela un passato da scalmanato ultras della curva: «Mi facevo tutte le trasferte e non ero neanche uno di quelli calmi. A parte il saluto romano facevo di tutto: non mi piaceva la violenza ma il tifo sì, e quando ti trovi sotto a 200 tifosi avversari che ti lanciano i sassi, vaglielo a spiegare che tu sei un tipo tranquillo». Poi l’avvicinamento alla politica lo ha fatto calmare, ma la passione per il Varese è sempre la stessa: «Non so quanto riuscirò ad esserci, ma di sicuro il più possibile».Francesca Manfredi

s.bartolini

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