New York, 16 mag. (TMNews) – La Corte Suprema ha rifiutato di prendere in considerazione un caso che ha al centro la questione della tortura. L’organo più alto della giustizia americana ha deciso di non pronunciarsi sulla cosiddetta “extraordinary rendition”, una controversa pratica introdotta dopo l’11 settembre in base alla quale i sospettati di terrorismo potevano essere trasportati in paesi terzi, dove potevano anche essere torturati.
Secondo quanto riportato da Cnn la Corte suprema ha respinto senza commentare la causa intentata da cinque sospettati di terrorismo arrestati poco dopo l’11 settembre. I cinque sostenevano di essere stati trasportati illegalmente in una prigione al di fuori degli Stati Uniti, dove avrebbero subito delle torture, e che una società controllata da Boeing era corresponsabile insieme alla Cia.
Il giudice di primo grado aveva ordinato l’archiviazione, dopo l’intervento dell’amministrazione Bush che aveva invocato il segreto di stato. Anche l’amministrazione Obama aveva continuato sulla stessa linea. La corte suprema, rifiutando di occuparsi del caso, ha così proseguito la tendenza a non toccare le questioni inerenti al segreto di stato dopo aver sostenuto, in una sentenza del 1953, la capacità del governo di limitare la divulgazione di alcuni tipi di prove in nome della sicurezza dello stato.
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