VARESE Varesini alle urne, ma pochi alla fine sanno i risultati delle elezioni amministrative dello scorso 15 e 16 maggio. L’affluenza in calo (dal 64,11% di cinque anni fa, al 65,32% di oggi) aveva già fatto annusare aria di disinteresse, ma la realtà è anche peggiore. In pochi conoscono l’esito delle elezioni amministrative e sono soprattutto i giovani i meno coinvolti nel destino politico della nostra città. Mancanza di fiducia nella classe dirigente e desolazione sulla reale possibilità di cambiare le cose con un voto, sono le risposte più frequenti dei ragazzi, interrogati sulla loro «ignoranza» politica.In pochi sono andati a votare e chi l’ha fatto, non si è comunque premurato di verificare l’esito delle elezioni, dando per scontata la vittoria del sindaco uscente Attilio Fontana e della coalizione Pdl – Lega. «Non ho idea di chi abbia vinto le elezioni – dichiara Mara Foglia – in ogni caso non sono andata a votare per il semplice motivo che non avrei saputo a chi dare la mia fiducia. Sono convinta che le cose non cambieranno a prescindere da chi siederà sulla poltrona del sindaco».Sorpresa che a Varese, roccaforte leghista, si sia arrivati al ballottaggio con il centro sinistra, potrebbe comunque decidere di dare il suo contributo tra due settimane. «Visto che qualcosa si è mosso, forse andrò a votare al ballottaggio – aggiunge – sono sempre convinta che poco cambierà, ma sapere di contribuire ad una svolta e che il malessere a questo punto è diffuso tra i varesini, potrebbe farmi cambiare idea e spolverare la mia scheda elettorale».Alcuni, invece, a votare ci sono andati, ma poi i giornali non li hanno aperti,
«perché davamo per scontato il risultato. Cadiamo dal pero – raccontano dei ragazzi al tavolino del bar – Non ha vinto Fontana? Bè allora sarà ancora più importante votare al ballottaggio». Ma quando gli si chiede cosa votano e perché, la risposta lascia intendere tutta la loro inesperienza in materia: «perché Varese è leghista da sempre». Varese leghista ma per sentito dire. «Non so come sono andate le elezioni – spiega Veronica Giorgetti – credo di aver sentito che ha vinto Fontana, ma debba comunque andare al ballottaggio con la Oprandi». Risposta esatta ma per il rotto della cuffia. Più informati, invece, gli adulti che non solo conoscono il responso elettorale ma hanno anche le idee ben precise sul perché i giovani siano così distanti dalla vita politica di Varese. «Perché i politici non riescono a coinvolgerli – spiegano Lella Ferrari e Giovanna Beato -. Non si occupano di loro, non parlano con loro e non li coinvolgono. Quello che hanno mandato ai partiti di maggioranza è un segnale preciso. C’è sicuramente una componente del voto legata alla politica nazionale, ma la maggior parte dei dissensi arriva di ragazzi che hanno voglia di cambiamento e d’interlocutori più presenti». Un ballottaggio che suona come campanello d’allarme e che anche i più esperti in politica hanno colto come tale. «Non c’è altra spiegazione a questo risultato elettorale che la voglia di cambiamento – spiegano Gianni Catellari e Saro Tringale – E’ un chiaro avviso che lo stato attuale delle cose non va bene». Fontana o Oprandi, quindi, poco importa. Basta che i politici inizino ad ascoltare i cittadini, soprattutto i più giovani elettori. Valentina Fumagalli
f.iagrossi
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