«Fin da bambino saliva in piedi sulle sedie e faceva la predica a tutta la famiglia». Così Ernestina ricorda il fratello Adelio Lambertoni, il padre missionario di velate scomparso tre anni fa, a cui ieri è stata intitolata la salita che conduce alla chiesa di San Cassiano (sulla via del Fornetto). «Nonostante fin da piccolissimo diceva che voleva diventare un prete, la sua vocazione ci ha sorpreso perché era un vero e proprio monello. Era vivacissimo ed esuberante».Rimase in Asia 40 anni. La prima foto di quel periodo lo ritrae sulla nave diretto ad Hong Kong, con i libri in mano, intento a studiare il cinese. «Lo imparò come una prima lingua». Nelle sue lettere arrivavano descrizioni delle piccole cose che succedevano tutti i giorni. Si impegnò per dare una casa stabile ai pescatori che vivevano sulle barche, costruì scuole, fondò un sindacato ed adottò bambini senza famiglia. Ma non dimenticò mai Velate e tutte
le volte che tornava a casa si dedicava alla sua gente e andava a pregare alla chiesetta di San Cassiano, quella che più amava. Per questo motivo la circoscrizione 3 ha deciso di legare per sempre il nome di padre Lambertoni a San Cassiano e di festeggiare la titolazione proprio nel giorno della festa della chiesa. La targa in suo onore segue la «Martinella del Broletto», la massima onorificenza cittadina conferitagli nel 2007 dal comune. Ieri, presente all’inaugurazione anche padre Piero Zambarbieri del Pime che stette in missione con lui per 16 anni. «Ricordo che una volta arrivarono 47 profughi che erano per mare da una settimana su un barcone. Adelio si dedico ad ognuno di loro con la cura di un padre». Don Adriano Sandri, il parroco di Velate, lo ricorda come «un leader, un personaggio carismatico dai grandi occhi blu». Come hanno detto i bambini, dopo la processione: «Grazie Gesù di avercelo mandato».
f.tonghini
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