Varese, 5mila persone per il miracolo della Vergine

Varese, 5mila persone per il miracolo della Vergine

VARESE Il miracolo vero «sono le conversioni», assicura Luigi Leva. «Quelle di chi va e torna cambiato». Lui ci è andato più di 250 volte. È il responsabile dell’associazione Amici di Medjugorje, e negli anni ha assistito a più di un evento non razionalmente spiegabile se non con la ragionevole accettazione del fatto che la realtà si muove per mano di un Altro. Tra gli eventi di cui sopra, anche le apparizioni. Proprio Gigi Leva è tra gli organizzatori della giornata del 5 dicembre al palazzetto, con entrata alle 8.30 e fine alle 21, tutta dedicata a Mejugorje e con la presenza di due dei sei veggenti, Marija e Marjana. Marija Pavlovic in particolare avrà un’apparizione

alle 17.45. Non si tratta di uno scherzo. Non c’è niente di costruito, o peggio, di recitato per dare spettacolo davanti alla folla. «Lo diciamo semplicemente perché succede puntualmente da trent’anni, ogni giorno, alla stessa ora, nello stesso modo». Premesso che solo tre dei veggenti hanno ancora le apparizioni, e sono quelli che non hanno avuto la rivelazione di tutti e dieci i segreti. Marija le ha quotidianamente. Leva, che è un caro amico, ha assistito più volte alla scena anche nella sua casa, a Milano. «Non c’è proprio niente di cui spaventarsi, anzi, è un momento bellissimo», racconta: «a Monza l’ultima volta ad esempio c’erano molti bambini e non mi pare di aver visto nessuno sconvolto».

Il culto da parte del Vaticano tra l’altro è stato concesso per la presenza di prove scientifiche evidenti che dimostrano come lo stato di estasi dei veggenti nel momento dell’apparizione non esista in natura. «E’ come se fossero in uno stato di narcosi, ma con dei particolari disarmanti. Si interrompono tutte le vie di comunicazione con l’esterno comprese quelle sensoriali. È come uno stato di sonno, ma fisicamente è stato verificato che sono in stato di veglia». Marija si mette in preghiera circa mezz’ora prima recitando il Rosario, poi puntualmente inizia l’apparizione. Anche lei parla con la Vergine, ma in quella fase la sua voce esce soltanto quando prega; quando parla invece si muovono le labbra e mantiene la mimica facciale, anche se non escono suoni. Ma come si diceva, il miracolo più grande è un altro. È quello che si chiama conversione del cuore, e che può toccare uno per uno tutti i presenti pur senza che nessuno intorno si accorga di curiose anomalie. Poi, certamente, ci saranno anche dei malati che oltre a pregare insieme chiederanno la guarigione, e chissà che non accada anche a Varese. Per loro, circa un centinaio secondo le previsioni, è stato allestito lo spazio più vicino al palco, quello in piano sul campo da gioco che sarà protetto con uno strato di linoleum. Come il resto dei fedeli che vorranno partecipare arriveranno da Treviso, Trento, Trieste, Brescia, e poi le più vicine Como e il Canton Ticino. «All’inizio pensavamo di fare una cosa più circoscritta al varesotto ma abbiamo visto che l’evento ha richiamato un po’ tutto il Nord».

e.marletta

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