VARESE A Gianluca Manzieri, eclettico show-man napoletano, non fa certo difetto la fantasia, e nemmeno la parlantina. Nel 2006, tuttavia, la combinò grossa, anche se in buona fede. Fece uno scherzo telefonico alla questura di Varese e lo trasmise in diretta in tutta Italia. Per quella zingarata è però finito sotto processo: il prossimo 25 maggio dovrà rispondere delle accuse di procurato allarme e di interruzione di pubblico servizio. Lo difenderà l’avvocato varesino Paolo Bossi.
All’epoca dei fatti (era il 21 novembre 2006), Manzieri lavorava come deejay per la spumeggiante Radio Kiss Kiss, emittente partenopea che tuttavia trasmette sull’intero territorio nazionale. Il suo cavallo di battaglia erano scherzi telefonici tanto graffianti quanto divertenti. Negli annali rimangono quelli giocati a personaggi come Lamberto Sposini e Piero Chiambretti. E molte delle sue performance si ritrovano ancora immortalate su youtube. Quella volta nel mirino della sua dissacrante ironia finì la questura di Varese.
Manzieri telefonò in piazza della Libertà e, spacciandosi per il portavoce di un fantomatico comitato di protesta, annunciò una manifestazione per il giorno dopo nel centro di Varese. Il deejay disse che prevedeva l’afflusso di almeno cinquemila persone, con tanto di striscioni e slogan, per contestare niente meno che i Pooh. Per mettere ancora un po’ di pepe, aggiunse anche di essere preoccupato che la manifestazione potesse degenerare in insulti pesanti contro Facchinetti & Co.
Per fortuna, un funzionario di polizia di Caserta stava ascoltando la trasmissione. Così telefonò subito ai colleghi varesini per avvertirli che si trattava di uno scherzo. La goliardata, quindi, non ebbe conseguenze. Ma ciò non ha salvato Manzieri dal doppio capo di imputazione.
e.marletta
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