VARESE Un lungo viaggio al centro della risata, un dipanarsi di situazioni comico grottesche, a volte esilaranti altre malinconiche, a rappresentare il lato involontario, della vita, quello che vediamo soltanto riflesso nelle parole o nei gesti di chi lo rappresenta. Come Angela Finocchiaro, una delle più versatili attrici italiane, talento comico innato (cosa rara tra le donne) impegnata martedì 21 aprile all’Apollonio nella “Benneide 2”, per la regia di Cristina Pezzoli, un vivace spaccato della “vita scotta” che siamo costretti a trascinarci dietro. Ci sono ancora biglietti disponibili
Angela, accompagnata sul palco da Daniele Trambusti, musicista stavolta in veste di attore brillante, parte dagli editoriali che Stefano Benni ha scritto per “la Repubblica” mescolati ad alcune poesie e a brani dei suoi romanzi per raccontare una storia universale che tocca un po’ tutti, centrifugati in un mondo che ha perso molti riferimenti. Impegnata nel cinema e in teatro, cabarettista, protagonista di fiction televisive, Finocchiaro, milanese, ha vinto nel 2006 il David di Donatello come migliore attrice non protagonista nel film di Cristina Comencini “La bestia nel cuore” e molti la ricordano, agli esordi, nelle due splendide pellicole di Maurizio Nichetti “Ratataplan” e “Ho fatto splash” e nella “Tv delle ragazze” con Serena Dandini.
Come si è trovata a dare forma a testi non propriamente teatrali come questi di Benni?
E’ una domanda che mi ha fatto anche Stefano all’inizio della nostra collaborazione per la “Benneide 1”. Però una volta trovata la chiave comica che la caratterizza, la sua scrittura è talmente particolare e divertente, anche se a volte cinica o malinconica, che il racconto si costruisce quasi da solo, strada facendo. Con Benni c’è un’amicizia di vecchia data, lui ha scritto due spettacoli teatrali per me.
Lei è partita dal teatro, con la scuola di Quelli di Grock, sua prima compagnia: questa base le è servita anche per cinema e televisione?
Certamente, le mie radici sono teatrali e il teatro è formativo. Chi ha questa preparazione fatica di meno a fare il resto. Però il cinema mi dà molte soddisfazioni ed è il prediletto, alla “Bestia nel cuore” sono legatissima, lavorarci mi ha dato molto coraggio. Però non abbandonerò mai il teatro, a meno che mi caccino.
Il teatro sta attraversando una crisi di idee e di numeri, come mai secondo lei?
La gente ci va meno anche perché i biglietti costano cari, ma soprattutto perché in Italia manca una vera educazione al teatro. In altri Paesi, fin da piccoli si è abituati a recitare in famiglia o a scuola, si portano i ragazzi a vedere spettacoli di qualità. Però se il teatro è fatto in maniera noiosa può segnare la vita in modo negativo e spegnere la passione sul nascere: non c’è nulla di peggio di uno Shakespeare mal rappresentato per allontanare le persone dall’arte.
Cosa porta il vivere quotidiano a diventare materia di satira?
L’intelligenza superiore di Stefano Benni, la sua capacità critica, l’essere fuori dal coro. Io credo nella risata come comunione tra le persone, la commedia migliora la vita.
Passioni oltre il recitare?
Sono una casalinga modello, una fantastica pulitrice. Mi piace stare con i miei figli. Poi amo leggere, anche se sono disordinata, passo da Oddifreddi al Larsson Stieg di “Uomini che odiano le donne”.
Progetti in corso?
Parteciperò al prossimo film di Carlo Verdone, poi ho girato una puntata di una prossima fiction, con Lunetta Savino, Sabrina Impacciatore e Giorgio Pasotti. E’ la storia di due suocere che litigano in continuazione, con bei tempi comici.
Cosa salverà il mondo, la poesia o una risata?
Mi auguro entrambe, ce n’è un gran bisogno.
Mario Chiodetti
v.colombo
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