VARESE Una vittoria può avere mille sapori diversi, mille sfumature e mille profumi. La vittoria su Bologna ha il sapore dolce della vendetta, un piatto che un ragazzo di nome Alex Righetti ha saputo servire – freddissimo – a chi lo aveva messo via e calpestato, a chi lo aveva obbligato ad allenarsi con i ragazzini e a chi gli aveva impedito di fare il suo mestiere di giocatore di basket. Proviamo a infilarci nella testa di Righetti, proviamo a interpretarne i sentimenti e a fare nostre le sue emozioni, proviamo a capire quello che sta provando e a sposare la sua personalissima e sacrosanta felicità. Perché questa partita qui, Alex, la aspettava da tanto tempo: immaginata e sognata nei giorni più bui, voluta nelle notti insonni nelle quali la rabbia veniva amplificata dall’impotenza e dall’impossibilità di urlare al mondo le proprie ragioni. Ora che è arrivata sembra quasi tutto normale: era scritto da qualche parte che quelle bombe dovessero entrare, che quei tiri finire a canestro, che quei palloni li dovesse recuperare proprio lui. Ma non c’è nulla di normale in questa che è l’ennesima storia bellissima raccontata dal nostro sport
preferito.Righetti è stato il migliore, ma ancora una volta è stata la squadra a portare a casa una vittoria che lascia Varese lassù in alto alla vigilia di due trasferte proibitive. A dirlo, una volta tanto, sono i numeri: la Cimberio ha avuto cinque giocatori in doppia cifra, la maggior parte dei punti sono arrivati dalla panchina e solo Slay è stato in campo più di trenta minuti. Numeri che si traducono in una gestione perfetta di una squadra equilibrata e costruita con la sapienza di chi ha mescolato gli ingredienti giusti nel modo giusto. E’ presto per dire quello che riuscirà a fare questo gruppo, ma per il momento ci limitiamo a dire quello che sta facendo: sta riconciliando tutti con la pallacanestro, e sta mettendo un po’ di sana acquolina in bocca.Nota stonata, il pubblico: troppo poco e troppo silenzioso, per una Varese-Bologna che finalmente, dopo troppi anni, tornava a essere sfida da alta classifica. Una partita alle 11.45 non è certo l’occasione in cui aspettarsi un tutto esaurito: ma certe sfide e questi ragazzi meritano davvero di più. Perché Varese senza la sua gente non va da nessuna parte.Francesco Caielli
e.romano
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