BUSTO ARSIZIO La modernità non si addice all’agricoltura: che luogo comune. Il Consorzio agrario a Busto Arsizio ne ha viste di tutti i colori, ha tremato (per la precisione, con i lavori delle Ferrovie Nord che l’hanno aiutato a procurarsi poco rassicuranti crepe) e ora si sta costruendo il futuro.Se questa è un’estate di fermento per il centro della città, non ne è escluso nemmeno questo centro alle spalle delle Nord, che è stato per anni, anzi per decenni il riferimento di tanti agricoltori. Le foto storiche che mostrano la dirigente amministrativa del Consorzio agrario provinciale Noris Guidali e il consulente Ignazio Bonacina, sono di altri tempi e non solo. Certo, sembra un altro mondo quel deposito in cui veniva ammassato il grano nel 1944. Oppure la fiera esposizione delle macchine agricole meno di vent’anni dopo. O si torna indietro ancora, a prima della guerra, con i cavalli che trasportano pazienti sempre il grano. Era un’altra Busto, un altro consorzio.Ma il legame tra l’agricoltura e la città non si è inaridito, tant’è che questo è rimasto uno dei consorzi più vivaci in provincia. Già, dietro le ciminiere c’è sempre stato un fermento più soffuso ma ugualmente tangibile, un mondo – quello agricolo – che ruotava volentieri attorno alla struttura di via Muratori. Un mercato fiorente dunque, poi i problemi alla struttura legati anche alla modernità: con gli scavi legati al Malpensa Express, nell’edificio sono venute a galla le magagne. Non si è rimasti a guardare, tuttavia. Il Consorzio agrario in provincia è reduce dai
festeggiamenti dei novant’anni e altrettanti vuole trascorrerne, con un piglio deciso e rivolto al futuro. L’accordo con il proprietario è andato in porto e anche in quest’estate si è potuto vedere il movimento attorno allo stabile. Da una parte ci saranno gli spazi ristrutturati che saranno destinati ad appartamenti, dall’altra il primo piano resta del Consorzio. E ospiteranno un nuovo volto, un nuovo biglietto da visita: diventerà infatti un negozio di prodotti biologici, in prima battuta alimentari ma non solo. Un po’ come è accaduto nell’analoga struttura di Cittiglio, dove “bio” è divenuta parola d’ordine e richiamo. Busto seguirà l’esempio, sulla base di più considerazioni. Primo, il biologico piace, attira, sta vivendo la stessa, nuova giovinezza che si aspetta il Consorzio. Secondo, il luogo dove si gioca questa partita. La posizione di via Muratori è eccezionale, a ridosso delle Nord – e qui ecco la piccola rivincita, non solo problemi dalla convivenza -, del centro e del mercato. Vuol dire avere un bacino d’impatto a disposizione. Noris Guidali ha poi un sogno, rendere il progetto più corposo. Non solo negozio, ma centro di educazione al biologico, magari. Un luogo dove possono nutrirsi anche le persone con problemi di intolleranze, un luogo dove organizzare conferenze e lezioni. «Non dipende solo da noi – sottolinea Guidali – Noi però abbiamo chiesto questa possibilità». Il lifting continua, entro il 2010 sboccerà la nuova scommessa e il Consorzio di Busto non vede l’ora di specchiarsi, per scoprire un viso giovane e bello. Grazie anche alla natura, si intende.Marilena Lualdi
m.lualdi
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