VARESE Manca poco meno di un mese all’inizio degli esami di maturità; ben lo sanno gli studenti varesini che già pensano alle prove scritte, sebbene sia «ancora presto per sapere il numero degli ammessi – conferma Claudio Merletti, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale – perché bisogna aspettare gli esiti degli scrutini di fine anno».
Gli esami di maturità avranno inizio il 22 giugno, con il tema di italiano. Nonostante impazzi il toto tracce sul web (le più gettonate sono quelle sui 150 anni d’Italia, sul terremoto in Giappone e sulla santificazione di Giovanni Paolo II), i maturandi non temono certo la prima prova. «Spero solo che esca qualcosa su cui ho le idee chiare – ammette Patrick Castelli – La prova che temo di più è invece la seconda: traduzione. Che sia dal greco o dal latino, non cambierebbe molto: le difficoltà restano». A differenza del classico, negli altri licei pere esserci più apprensione la terza prova: «È tutto l’anno che facciamo verifiche simili, ma ho sempre paura che esca qualcosa su cui sia impreparata – confessa Stefania Rezzonico, che frequenta la quinta al liceo psicopedagogico e cerca di sdrammatizzare – certamente per tranquillizzarmi un po’, la sera prima uscirò con i compagni di classe». Non manca neppure chi l’ansia ce l’ha da parecchio e non si vergogna ad ammetterlo: del resto, chiunque ci sia passato, sa che è uno snodo cruciale nel percorso di ogni ragazzo. «Ho studiato tutto l’anno, ma sono tesissima per tutte le prove, non vedo l’ora di finire per prendermi una bella vacanza. Per fortuna che almeno ho ultimato la tesina – racconta Francesca Forgione, che aggiunge – all’esame indosserò una maglietta verde speranza: speriamo almeno che porti fortuna». Ma c’è anche chi sarà costretto al ripassone finale: «Durante l’anno è impossibile studiare bene tutte le materie e stare al passo. Sono tante e dure da preparare – o chi invece si affida ad un metodo classico – mi riempirò di bigliettini». Eppure, nonostante gli esami imminenti, i maturandi sono già proiettati al futuro e tutti pensano all’università. È il caso di Sara Quadri, che ha già deciso: «Mi concederò un mesetto di pausa, per poi rimettermi a studiare per il test di medicina».
Valentina Nichele
a.savini
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