Berlusconi:”Essere pronti voto”.Ma ora meno fretta.Revisione Pdl

Berlusconi:”Essere pronti voto”.Ma ora meno fretta.Revisione Pdl


Roma, 6 ago. (Apcom)
– “Ci rivediamo tutti dopo ferragosto”.
Silvio Berlusconi ha deciso di non concedere molte ferie allo ‘stato maggiore’ del Pdl che ha riunito ieri a palazzo Grazioli.
Per la verità il premier ha ripetuto che di vacanze ne farà poche anche lui. “Mi concederò cinque giorni – ha raccontato – uno per andare a trovare ogni figlio”. Poi, ha garantito, testa su governo e maggioranza. Stando più ad Arcore che a Roma, con un doppio programma: di giorno dieta e cura della persona e della salute, di pomeriggio lavoro.

Durante il vertice, il Cavaliere è tornato a sfogarsi contro Fini e i finiani. Dicono che saranno leali con la maggioranza – sarebbe stato il ragionamento – voglio proprio vedere. Di certo il presidente del Consiglio ha spiegato che non intende più tollerare un atteggiamento come quello che ha portato mercoledì all’astensione su Caliendo. Berlusconi – raccontano – davvero vorrebbe evitare che si arrivi alla crisi, anche perchè davanti ai suoi occhi si aprirebbe un sentiero lastricato di incognite.
Ed è pur vero che durante l’incontro il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha svolto una specie di relazione per spiegare che dal punto di vista economico il peggio è passato e che il Paese potrebbe reggere una crisi di governo anche alla vigilia della sessione di bilancio, ma quello non è l’unico problema. C’è anche quello di un partito troppo debole al Nord che rischia di essere ‘fagocitato’ dalla Lega. E anche al Sud si potrebbe pagare una politica a volte apparsa filo-settentrionale, per non parlare della situazione ancora appesa in Sicilia. E, ancora, senza considerare che, se alle elezioni si presentasse un terzo polo, il Senato – a legge elettorale vigente – potrebbe diventare fotocopia di quello che fu dannazione di Romano Prodi. E quindi, sarebbe stato il ragionamento maturato a palazzo Grazioli, forse non è il caso di avere tanta fretta di andare a votare. O almeno non a novembre. Prima bisogna rimettere mano al partito. Ed è in quest’ottica che Berlusconi avrebbe spiegato che tutti devono impegnarsi ad andare avanti, ma che bisogna farsi trovare pronti come se le elezioni si tenessero domani.

D’altra parte, una volta che i ‘big’ del partito gli hanno
augurato buone vacanze e hanno lasciato palazzo Grazioli, il
premier è rimasto lungamente riunito con Denis Verdini, ma anche
Michela Vittoria Brambilla, Mario Valducci, Beatrice Lorenzin
oltre ad alcuni ex An come il ministro della Gioventù Giorgia
Meloni, Fabio Rampelli e Francesco Lollobrigida. Il premier –
viene riferito – ha chiesto di preparare una specie di struttura
‘parallela’, che passi anche attraverso i Promotori, i Circoli
della libertà e i giovani, che funzionino come delle specie di
sezioni elettorali.

Bac

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