VARESE «Dolorosa ma necessaria», secondo l’assessore regionale alla partita Raffaele Cattaneo (Pdl), la seconda stangata sui biglietti del treno che ha confermato ieri. Servirà però ad «investire sul trasporto pubblico», ha poi precisato. «Si parla di nuove corse – attacca invece il consigliere Stefano Tosi (Pd) – ma i cittadini pagheranno il 25% in più senza miglioramenti delle condizioni di viaggio». «Tosi scopre l’acqua calda», ribatte Cattaneo, «che servono investimenti per migliorare il servizio è quello che in Regione sosteniamo da mesi».
Tutto è nato dalla conferma di quanto già si sapeva: dal primo agosto, con l’arrivo dell’orario estivo, il biglietto subirà il secondo aumento messo in preventivo già dal mese di febbraio. Il rincaro sarà in media del 10% della tariffa attuale, già rincarata dal primo marzo, per un aumento che rispetto all’inizio dell’anno ammonta complessivamente al 25%. La quota è differenziata in base al tipo di servizio acquistato, in generale incide più sul biglietto singolo e meno sugli abbonamenti, e riguarda tutti i servizi di trasporto pubblico della Regione, treni, autobus e tram. Il secondo aumento non riguarderà invece la città di Varese, dove Comune e società di trasporto hanno trovato l’intesa per tenere fermo il prezzo dei biglietti.
«La Regione ovviamente non aumenta i biglietti per sadismo – chiarisce Cattaneo – ma perché vuole continuare a investire sul trasporto pubblico, e in particolare su quello ferroviario. Questo costa». L’aumento è necessario, secondo l’assessore, per tenere in equilibrio il sistema del trasporto pubblico in Lombardia. L’alternativa sarebbe stato il taglio i servizi. «La nostra precisa volontà politica – spiega Cattaneo – è invece di potenziare il servizio, non tagliarlo».
Non ha per niente apprezzaro l’uscita però il consigliere regionale Stefano Tosi (Pd). «Per quanto la si racconti il servizio ferroviario regionale non avrà alcun vero miglioramento fino a quando non saranno fatti investimenti cospicui. Il problema sono i soldi, e la Regione ha la responsabilità di non aver ottenuto dal Governo tagli più razionali e meno drastici». «Ci siamo battuti più di tutti per evitare i tagli in finanziaria – risponde Cattaneo – abbiamo aggiunto 70 corse e autofinanziato l’acquisto di nuovi treni. Ci dicano soprattutto con chiarezza se all’aumento delle tariffe il Pd preferisce il taglio dei servizi come stanno facendo tutte le altre Regioni».
e.marletta
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