VARESE (e.r.) «Ti ammazzo! Ti taglio la gola!». E giù pugni e calci. Piazza Cacciatori delle Alpi, proprio davanti al tribunale, lunedì pomeriggio (attorno alle 15.30) è stata teatro di un acceso parapiglia. Da una parte un uomo di 63 anni con un marcato accento siciliano. Dall’altro un ragazzo poco più che ventenne. Si trattava di suocero e genero. Anzi, di ex suocero ed ex genero: tra la figlia del 63enne e il giovane è infatti in corso una dolorosa separazione.
E proprio i dissidi fra moglie e marito avrebbero causato quella che, dalla prima ricostruzione, è apparsa come una vera e propria aggressione.
Secondo i testimoni, il ventenne era appena stato dalla ex moglie, dove aveva abbracciato la figlia. Ciò non deve essere piaciuto al suocero, che ha cominciato a inveire contro il ragazzo, tentando poi di colpirlo. Il giovane deve aver cercato di divincolarsi, strappando la maglietta del più maturo avversario. Poi è fuggito in piazza, inseguito dall’altro che lo minacciava di morte. Nonostante il ventenne abbia un fisico molto agile e atletico,
è stato più volte raggiunto e colpito dall’altro. Non sapendo più a che santo votarsi, ha cercato rifugio dentro il tribunale. Ma il suocero non ha desistito, e ha tentato di raggiungerlo nel palazzo di giustizia per completare l’opera. All’ingresso si è però frapposta una guardia giurata che, seppure a fatica (il 63enne appariva fuori dalla grazia di Dio), è riuscita a bloccare il facinoroso sino a quando si è calmato.
Sul posto sono poi giunti i carabinieri, che hanno raccolto le dichiarazioni delle due persone coinvolte. Mentre i medici dell’Areu hanno medicato il giovane, che però non sembra aver patito lesioni particolarmente gravi.
e.marletta
© riproduzione riservata













