Roma, 8 giu. (TMNews) – A meno quattro giorni dal referendum del 12 e 13 giugno prossimi, mentre la Lega fa trapelare che probabilmente Umberto Bossi non andrà a votare nonostante ” l’attrazione” ammessa settimane fa per i quesiti sull’acqua, è scoppiato in tutta la sua problematicità il caso del voto degli italiani residenti all’estero.
Il Governo ha detto chiaramente che le schede grigie con il nuovo quesito sul nucleare, riscritto dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso di Pd e Idv contro il decreto omnibus con cui l’esecutivo ha tentato di evitare la consultazione popolare sull’atomo, non faranno in tempo a varcare i confini nazionali. All’ufficio centrale della circoscrizione estero presso la corte d’appello di Roma arriveranno dunque solo le vecchie schede, su cui i nostri connazionali all’estero si dovevano esprimere entro il 2 giugno.
E’ stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, a informare l’assemblea di Montecitorio durante il question time che “attesa la tempistica prevista dalle disposizioni vigenti in materia di voto per corrispondenza il
Viminale comunica che è impossibile procedere a una nuova stampa
e distribuzione agli elettori all’estero le schede col nuovo
quesito sul nucleare”. E che “in merito ai voti già espressi dagli italiani residenti all’estero ogni decisione è riservata agli uffici competenti per legge”.
Il ministro non ha chiarito dunque se i 3 milioni e 200mila italiani residenti all’estero verranno conteggiati nel calcolo del quorum (che per i referendum abrogativi è del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto). Ma l’Italia dei Valori, partito in prima linea nella battaglia referendaria, ha già preparato un ricorso alla Corte di Cassazione affinchè l’ufficio centrale per i referendum consideri un ‘quorum ridotto’ sul nucleare, che non tenga conto cioè del numero degli italiani all’estero.
Luc
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