Roma, 11 ago. (Apcom) – Lo scontro a colpi di richieste di dimissioni tra i berlusconiani più sfegatati e i finiani di stretta osservanza non si placa ma, nel giorno in cui il Pd propone un’alleanza di tutte le forze di opposizione, si fa strada nel Pdl e nel neonato gruppo di Futuro e Libertà un fronte di ‘responsabili’ che invita ad abbassare i toni e a cercare a settembre “un serio confronto nella maggioranza in termini di agenda di governo”.
I primi a proporlo sono i finiani del Senato che diffondono una nota a nome di tutto il gruppo Futuro e Libertà per invitare ad abbandonare le “polemiche sterili e dannose” di agosto e guardare a settembre che “deve essere il mese della responsabilità e dei fatti concreti, nell’interesse del Paese”. Parole che vengono apprezzate dal presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, perché “lontane dai vaniloqui, dalle invettive e dalle boutades espressi da alcuni deputati del Fli”. Il capogruppo del Pdl a Montecitorio definisce la mossa dei finiani a Palazzo Madama “costruttiva” e invita a non “sottovalutarla”.
Tuttavia, si tratta di timidi segnali di tregua in quella che ancora oggi appare come una guerra senza esclusione di colpi. Il Giornale prosegue nella raccolta firme per le dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera, ma il capogruppo Fli a Montecitorio, Italo Bocchino, contrattacca: “Prima di chiederlo a Fini, dovrebbe essere Berlusconi a dimettersi, perchè è sotto processo”. Sandro Bondi lo accusa di essere in “estremo stato di confusione e di smarrimento”. Ma la linea di Bocchino diventa un refrain ripetuto a turno da diversi esponenti finiani: Barbaro, Di Biagio, Angela Napoli, Bellotti, Valditara, Saia.
Ma la controffensiva dei finiani non finisce qui. Il componente del Copasir Carmelo Briguglio risponde a tono all’attacco del Pdl sulla casa di Montecarlo appartenuta ad An, venduta a una società off shore e ora abitata dal cognato di Fini: “Berlusconi ha il dovere di dire agli italiani come acquistò la Villa di Arcore dove viveva insieme all’eroe Vittorio Mangano”.
Luc
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