Roma, 13 mag. (TMNews) – Gli assetti aerei e navali italiani, dodici velivoli e quattro navi, messi a disposizione della Nato per l’operazione “Unified Protector”, hanno continuato le missioni assegnate per l’imposizione della “No Fly Zone” e dell'”Embargo Navale”. Nell’ultima settimana sono state effettuate 46 missioni. Gli assetti aerei impiegati sono stati Tornado, Eurofighter 2000 e F16 Falcon, in organico all’Aeronautica Militare e AV-8B Plus della Marina Militare. E’ quanto si apprende da un comunicato dello Stato Maggiore della Difesa.
Le navi della Marina Militare – Portaeromobili Giuseppe Garibaldi, Fregata Libeccio, Nave rifornitrice Etna e Pattugliatore Comandante Borsini, che ha sostituito il Pattugliatore Comandante Bettica -, anch’esse a disposizione della Nato, hanno continuato a pattugliare l’area di competenza al fine di garantire il rispetto del mandato ricevuto.
Per quanto riguarda “l’emergenza immigrazione”, in applicazione dell’intesa italo-tunisina, Nave “San Marco”, che ha sostituito Nave “San Giorgio”, unitamente a Corvetta “Driade” e ad un aereo Atlantic hanno proseguito la sorveglianza e monitorizzazione in prossimità delle acque tunisine.
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