Cari candidati sindaco, lo sapete che a Varese esiste lo sport?

Cari candidati sindaco, lo sapete che a Varese esiste lo sport?

di Andrea Confalonieri

VARESE Ci sono le istituzioni, c’è l’università, c’è il mondo economico che il sindaco Fontana elegge a realtà varesine da presentare lunedì al presidente Napolitano, ma c’è anche qualcos’altro. Qualcosa che non è da meno delle istituzioni, dell’università e del mondo economico. Qualcosa di ancora più profondo, che coinvolge e mischia generazioni, famiglie, classi sociali. Una bandiera bicolore che avvolge ancora di più e che fa conoscere Varese in Italia, da Trieste a Reggio Calabria, attraverso la squadra di calcio come la faceva conoscere in tutto il mondo quella di basket (lo sport va a cicli e tocca al pallone, anche se la palla a spicchi rimbalza sempre sul cuore e sulla leggenda). Ci sono Ivan Basso, Noemi Cantele, Elia Luini e la fame di rugby, mentre quella di hockey è sepolta dalla cenere. Ma ci sono soprattutto migliaia di persone che costruiscono la loro identità, difendono le radici, formano un’appartenenza ai valori territoriali e sociali attraverso un urlo scritto su una sciarpa biancorossa (Forza Varese). Portando i loro bambini al campo. O andandoci direttamente con amici, fratelli, compagni. Di Varese e della varesinità, lo sport è il grimaldello più tenace e il manifesto più comprensibile perché permette di portarla ad esempio, invidiarla e temerla (Varese). E permette di farla entrare nei cuori e nelle case, quindi di riprodurla, elevarla, salvaguardarla (la varesinità). Su questa vera icona che è lo sport non abbiamo sentito pronunciare una sola sillaba da parte di chi si candida – o si ricandida – a guidare la città (e quindi la sua icona). Ne parlano tutti, tranne candidati e ricandidati. Che dovrebbero iniziare a parlarne proprio perché è ciò che interessa a tutti. E’ nel linguaggio di tutti. E pazienza se è quello da bar: al bar parla la gente e il sindaco lo decide la gente.Che si domanda: di fronte a un valore e a un simbolo sociale così elevato come una squadra in serie B con più di 5.000 spettatori e giovanili che

scoppiano con centinaia di ragazzi, una squadra che può andare in serie A (per l’abisso di fiuto, gioco, entusiasmo e bravura che la separa da avversari pieni soltanto di soldi), è mai possibile non avere uno straccio di campo, un centro d’allenamento o un’area su cui erigerli? Perché città, politica e istituzioni non pensano a dare casa e terra a chi in cambio regala un cielo, l’orizzonte che è in cielo, a città, politica e istituzioni (ai loro figli, i nostri figli, i vostri figli)? Lo sport dà forma all’anima, dimensione alla vita, unità sociale più forte dell’altra Unità: perché Varese è ultima in classifica come strutture, progetti, impianti? Perché ci bagnano il naso Cittadella, Albino e Leffe, Grosseto, Empoli? Perché anche Cantù nel basket costruisce il palazzetto nuovo? Perché se a Solbiate Arno esiste un centro invidiato da Milan e Inter non c’è politico o istituzione che riesca a intervenire, a dialogare, ad accordarsi perché un campanile non offuschi il sogno più grande e di tutti, anche dei solbiatesi?Cari candidati e ricandidati sindaco, vorremmo sentirvi parlare anche di questo. 1) Perché se avete un bimbo o una bimba che vuole giocare a pallacanestro, nella capitale del basket non esiste una palestra dove mandarli a giocare? E’ più incivile non avere una palestra o una stazione unificata? 2) Perché se esiste un progetto unico in Italia per aggregare in un consorzio le realtà imprenditoriali del territorio, non ne parlate, non lo cavalcate, non lo pubblicizzate in città, in provincia, nel mondo (dagli autobus ai prodotti locali, fate voi). Perché non lo sposate? 3) Perché si parla di piscina e palaghiaccio dal giorno dell’Unità d’Italia senza che si sia passati ai fatti o lasciando fare tutto ai privati? 4) Perché non si dice ai proprietari di basket e calcio, una volta per tutte: unite le forze e costruite palazzetto, stadio, cittadella (altrimenti tra dieci anni sarà sparito sia il basket che il calcio), noi vi diamo l’area e poi vi arrangiate?

a.confalonieri

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