Gallarate, la Lega corre da sola Ma l’idea Gaspari è già tramontata

GALLARATE Il Carroccio correrà da solo, ma non con Ugo Gaspari come candidato sindaco. Sì, il commercialista gallaratese indicato da mesi dalla sezione dei Due Galli per la scalata a Palazzo Borghi è stato silurato domenica sera, al termine di un vertice ristretto nella sede dei padani ad Arnate.Tra i presenti il bustocco capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni. E’ stato lui a lanciare il siluro contro Gaspari: «Non è la persona giusta, io non lo appoggio». Queste, più o meno, le sue parole accolte in silenzio all’interno della sezione. Insomma, tutti contro il commercialista quarantaduenne che a quel punto ha “tolto il disturbo”. Per sempre.Quella che sembrava fantapolitica solo fino a qualche ora prima, quando la Lega ufficializzava in un comunicato la candidatura di Gaspari e ne annunciava la presentazione sabato 19 marzo, è invece diventata realtà. Davvero difficile capire i motivi di questo improvviso cambio di rotta, soprattutto se si pensa che la scelta di Gaspari era stata ufficialmente avallata dal consiglio federale della Lega, riunione alla quale ha preso parte senza aprire bocca sulla questione gallaratese anche il numero uno padano a Montecitorio. A questo “dettaglio”, per rendere ancora più inspiegabile il ribaltone, va aggiunto che era

stato il segretario nazionale Giancarlo Giorgetti in persona a indicare Gaspari quale cavallo vincente nella corsa per Palazzo Borghi.Al di là dello scontro intestino tra Reguzzoni e Giorgetti che potrebbe essersi spostato sulla piazza gallaratese, per trovare una spiegazione plausibile all’inversione di rotta si potrebbe dare credito al pensiero ad alta voce di chi intravede un accordo sotterraneo con il Pdl, disposto a scarificare la Busto dell’ex presidente di Villa Recalcati pur di non correre rischi a Gallarate. Insomma, il classico uno a uno palla al centro, applicabile con la presentazione nei Due Galli di un candidato debole perché gettato nella mischia all’ultimo momento (Sandro Rech? Giorgio Caielli? Stefano Gualandris?) e perciò con scarsissime possibilità di arrivare al ballottaggio.Qualsiasi sarà la scelta e qualsiasi sarà il risultato, sarà difficile cancellare la pessima immagine offerta dai leghisti gallaratesi che per mesi, se non anni, hanno lavorato alla corsa in solitaria, puntando su un rappresentante della società civile in grado di strappare consensi un po’ ovunque. Tutto cancellato in poche ore, probabilmente per qualche gioco politico che dimostra come Gallarate abbia l’importanza di una virgola sullo scacchiere leghista. Alla faccia della città laboratorio e della sezione indipendente nelle scelte.Federico Delpiano

e.romano

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