Via la borsa della signora Maroni Torna libero il ventenne rom

VARESE E’ reo confesso, durante il processo ha sempre tenuto un comportamento esemplare e ha persino cercato, vedendo respinto il suo tentativo, di risarcire la sua vittima con un assegno circolare da 500 euro. Il ventenne Ronny Wiess, piemontese di origine Sinti, oggi è comparso davanti al giudice monocratico Anna Ferrazzi.Lui è il ragazzo che il 13 novembre 2010 derubò la signora Emilia Maroni, moglie del ministro dell’Interno, mentre era in visita ai defunti sepolti nel cimitero di Lozza. La signora aveva lasciato la borsa sul sedile dell’auto. Il giovane aveva spaccato il finestrino e aveva portato via contenente e contenuto. Aveva prelevato cellulari e quattrini e aveva gettato via il resto: documenti e carte di credito compresi.Assistito dall’avvocato Vera Dall’Osto, Weiss ieri ha ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato il prossimo 3 ottobre. In più è stato

rimesso in libertà: non è più sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Seveso. Così potrà assistere la moglie, incinta di nove mesi, quando partorirà il loro primogenito.In aula c’erano anche i due marocchini titolari di una pizzeria di Seveso che avrebbero ricettato i due telefonini contenuti nella borsa della Maroni, pagandoli 40 euro cadauno. Anche loro verranno giudicati con rito abbreviato. Loro si difendono dicendo che non sapevano di acquistare merce rubata. Tra l’altro, hanno dato una mano alla polizia nella cattura di Weiss (bloccato a Cremella, in provincia di Lecco, lo scorso febbraio): quando tornò in pizzeria una seconda volta, lo filmarono e consegnarono le immagini agli inquirenti.E’ stato invece condannato a un mese di reclusione Anthony Labbiate, cognato di Weiss: era accusato di favoreggiamento dopo aver negato di avere accompagnato Ronny all’appuntamento con i due marocchini.

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google