Varese, assalto armato al bar di viale Belforte

Varese, assalto armato al bar di viale Belforte

VARESE Tre minuti di paura, per un bottino tutto sommato modesto, non superiore a 500 euro: è il frutto della rapina a mano armata di giovedì sera al bar tabaccheria La Bussola di viale Belforte. Racconta Flavio Ottoboni, che lavora da anni nel locale, non presente però al momento dell’assalto: «Hanno detto di dargli tutti i soldi, uno di loro ha accompagnato sul retro la ragazza che era al bancone. Mio cognato era al bagno ed hanno voluto che lui gli consegnasse quello che c’era in cassa. Ma non hanno fatto male a nessuno».

Bene armati, ma attenti a nemmeno lontanamente commettere l’errore di sfiorare il grilletto. Determinati, ma non agitati. Poche parole, e un modo di muoversi come se conoscessero i luoghi: la Squadra mobile della polizia sta passando al setaccio fotogramma per fotogramma il filmato ripreso da una telecamere all’interno del bar, per cercare di estrapolare anche solo un minimo particolare che possa instradare le indagini su una pista ben precisa.

Potrebbero essere stranieri: le poche frasi uscite dalla loro bocca sembrano appunto marchiate da una inflessione slava. Impossibile però capire di più: avevano il passamontagna calato sul volto, e le mani protette dai guanti. Fuori, ad attenderli in via Feltre, vi era una macchina. Non è chiaro che modello

fosse, se una familiare, o una più modesta Fiat Punto. Comunque, di colore scuro. E non si sa se alla guida vi fosse un terzo complice, che teneva il motore acceso e pronto per la fuga. Dettagli che le indagini devono chiarire per cercare di restringere il campo della ricerca.

«In dieci anni che lavoro qui, non vi è mai stata una rapina» continua Ottoboni. «Negli anni precedenti invece sì. Imiei suoceri hanno il locale da più di trent’anni, e mi pare di ricordare che qualche colpo purtroppo l’hanno subito».

Gli esercizi pubblici, pur non essendo esenti da questo negativo fenomeno, non sono comunque un obiettivo privilegiato, almeno nel Varesotto, da parte dei rapinatori, che solitamente preferiscono dare l’assalto a sportelli bancari e postali o alle farmacie. Raramente armati di pistole: più spesso con un semplice taglierino.

e.marletta

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