Funicolare, perdite pesantiMa il servizio non chiuderà

Perdite a sei zeri e un passivo di oltre 200 mila euro l’anno: il bilancio della funicolare è servito. Il risultato, a otto anni dal via, è sconfortante: un milione e duecentomila euro di perdite appianate dalle multe inflitte ai varesini. Le cifre comunicate ufficialmente da Avt, ente che la gestisce, e divulgate dal consigliere comunale Fabrizio Mirabelli (Pd) non lasciano spazio a ulteriori meditazioni ascetiche sulle prospettive di sviluppo del servizio o su potenziali prolungamenti futuri del tratto. Di certo la funicolare non va abbandonata – ha commentato il segretario cittadino di Forza Italia Aldo Colombo – in ogni caso non c’è niente di peggio che buttare via quello su cui si è già investito». Ed è bene precisarlo, perché stando ai bilanci annuali la tentazione di chiudere bottega esiste e preme con una certa insistenza sugli amministratori di Varese. Nel 2001, per prendere un esempio, i 348 giorni di apertura hanno convogliato sulla funicolare 116.084 passeggeri e 243.368 euro di perdite; nel 2004, con l’impianto chiuso, le perdite sono scese a 58.392 euro: in poche parole, meno la funicolare resta aperta e più si abbassano le perdite economiche, e così la fredda verità dei numeri ci suggerisce che la situazione ottimale per i bilanci si otterrebbe con un numero di aperture che tende allo zero. «Si sa bene però che il costo di ogni servizio pubblico è a carico della collettività – precisa Colombo – tanto che nessuno risulta in attivo». La soluzione ottimale però, secondo Colombo, è

quella già prospettata dall’assessore Fabio Binelli di unificare a livello gestionale il trasporto pubblico e la funicolare, cioè facendo capo entrambi alla stessa società. «Ci vuole una gestione unitaria dell’accessibilità al Sacro Monte che riunisca oltre che funicolare e autobus anche i parcheggi e i servizi connessi. Questo toglierebbe le perdite ad Avt e potrebbe dimezzare quelle del trasporto pubblico fino al borgo togliendo gli autobus quando va la funicolare e viceversa». L’errore evidentemente sta all’origine, ai tempi della giunta leghista Fassa che «probabilmente non ha badato ai costi di mantenimento né a chi e come li avrebbe sostenuti senza l’avverarsi di scenari inverosimili come la salita al Sacro Monte di migliaia di persone ogni giorno». Stando così le cose, il ripristino del secondo ramo fino al Campo dei Fiori a cui si era accennato in passato è fuori discussione. «Prima si dovrà vedere cosa fare del Campo dei Fiori – spiega il consigliere Pd Alessandro Alfieri – ma il problema è sicuramente da rimandare. Quello che conta adesso è capire come almeno attutire le perdite». Derivano da una gestione sbagliata per il consigliere, nonostante l’ipotesi iniziale fosse delle migliori. «Ci vuole un programma complessivo che valorizzi il patrimonio storico e artistico e che porti la gente al Sacro Monte. Tutto è lasciato alle buone iniziative dei privati che però non bastano, ci vuole il Comune che ci si metta di impegno; poi si potrà parlare di misure tecniche, ma senza questa premessa ogni altra soluzione sarà fallimentare». Francesca Manfredi

f.tonghini

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