VARESE Flash mob di piante umane che si alzano da piazza Monte Grappa. Con un brevissimo spettacolo nel cuore del cento storico, il «comitato due Sì per l’acqua bene comune» oggi ha voluto sensibilizzare i giovani varesini sul referendum del prossimo 12 giugno. Un’adesione importante, se si considera il brutto tempo e che l’iniziativa è stata promossa esclusivamente tramite Facebook e il blog del comitato, www. acquapubblicavarese. wordpress.com, su verranno caricati video e foto dell’evento. «Siamo cittadini, donne e uomini apolitici che da anni si battono per una gestione dell’acqua pubblica, partecipata e democratica – spiegano gli organizzatori del flash mob – Ci siamo riuniti contro la logica del mercato, che vuole che ogni aspetto della nostra vita sia sottoposto alle sue regole. Sull’acqua vogliamo decidere noi. Sull’acqua possiamo farlo anche grazie ai referendum per la pubblicizzazione dei servizi idrici. E per promuoverli abbiamo raccolto un milione e quattrocentomila firme, mai nessuna iniziativa democratica nel nostro paese aveva avuto un successo simile. Siamo in tanti e con l’aiuto di tutti possiamo riprenderci l’acqua».Per far passare questo concetto e sensibilizzare i cittadini sull’importanza del loro voto al
referendum, il comitato ha organizzato un’iniziativa forte ma significativa: il flash mob. Al segnale degli organizzatori un gruppo di persone si è improvvisamente gettata a terra. Sdraiati immobili per un minuto, hanno atteso l’ingresso in «scena» di un bambino che con un innaffiatoio ha finto di bagnarli tutti. I corpi si sono quindi rialzati a terra, magicamente rianimati dall’acqua. Il tutto sotto gli occhi sbalorditi dei varesini al riparo sotto i portici. Ma lo scopo del flash mob è proprio questo: shoccare con un’azione lampo ricca di significato e facilmente riconducibile a un concetto importante. In questo caso l’importanza dell’acqua, a cui tutte le creature hanno diritto. «Un diritto non può diventare una merce. Deve essere sempre garantito e non può essere suscettibile alle esigenze del mercato o dei privati che vogliano trarre maggiori profitti – aggiungono – Presentarsi alle urne e votare 2 sì per l’acqua pubblica significa garantire a noi cittadini e ai nostri sindaci la facoltà di decidere se e quanto privatizzare. Significa poter scegliere di promuovere consorzi idrici pubblici virtuosi o guadagnare noi stessi della buona gestione del servizio investedo i nostri capitali».
s.bartolini
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