VARESE In quest’ultimo fine settimana prima dei saldi estivi nei negozi del centro di Varese non sono mancati i clienti che hanno curiosato tra gli espositori, controllato i prezzi, provato i capi che più gli interessavano e infine hanno salutato gli esercenti: «Torniamo a comprare sabato prossimo, quando ci saranno gli sconti».É accaduto un po’ ovunque, soprattutto sabato pomeriggio nei negozi di abbigliamento, di scarpe e accessori e le reazioni dei commercianti sono stati diverse: dalla rassegnazione alla compressione, e in alcuni casi persino con un po’ di nervosismo. «C’è chi sfacciatamente mi ha chiesto se non potevo già praticare lo sconto dato che ormai mancavano solo pochi giorni – racconta per esempio Maria Ambrosetti, dell’omonima valigeria di via Mazzini – Il punto è che la gente vuole spendere meno, quindi preferisce aspettare anche perché i saldi ormai iniziano troppo presto, e non è più un gran sacrificio». Vista da qui la stagione estiva ha avuto alti e bassi, dipende dalle linee «ma in generale si fa ancora fatica – commenta la titolare del negozio – speravamo che la crisi fosse finita ma evidentemente non è così». Eppure la stagione quest’anno sembrava essere iniziata con il piglio giusto, come forse non si vedeva da anni: «Ad aprile e per tutto il mese di maggio le vendite sono state positive, ma poi a giugno è arrivato il maltempo e alla gente non passava neppure per la testa di comprare un paio di scarpe estive», spiega Paola Molinari, titolare del Molinari Calzature di piazza Repubblica. Per il suo negozio la giornata di sabato però non è andata poi così
male: «Stranamente abbiamo lavorato – racconta – certo, alcuni mi hanno detto esplicitamente che aspettavano i saldi della settimana prossima per l’acquisto, ma altri hanno comprato, anche perché in negozio abbiamo una serie di linee che non mettiamo mai in saldo, proprio perché hanno un mercato piuttosto continuativo». Per quanto riguarda scarpe e accessori i prezzi di questa stagione sono stati sostanzialmente in linea con quelli degli anni passati, ma il settore teme qualche rincaro sulle collezioni autunnali «visto che il prezzo delle pelli è aumentato», spiega la Molinari. Anche l’abbigliamento, fermo da tre anni, teme un ritocco dei prezzi per la prossima stagione «legato a un generale aumento dell’inflazione e del costo delle materie prime», spiega Giorgio Angelucci, fiduciario Ascom e titolare dello storico negozio sotto ai portici di via Morosini. Tocca a lui tracciare il quadro generale di una stagione positiva nei primi due mesi, aprile e maggio «ma negativa nel mese di giugno – afferma – non solo per il maltempo, ma anche per il perdurare della crisi che si aggiunge alla concorrenza dei saldi svizzeri, una concorrenza sleale perché fastidiosa e molto pubblicizzata. E poi la stagione dei saldi che inizia troppo presto, in pratica arriva assieme al caldo». Alla fine dei conti, l’unione di tutti questi fattori per i negozi di Varese si è tradotta in una stagione commerciale «con il freno tirato, come sempre negli ultimi tre anni – spiega Angelucci – ad aprile sembrava che avessimo iniziato con il piede giusto, poi la retromarcia. Continua l’incertezza, la crisi morde e la gente consuma solo con il freno tirato».Lidia Romeo
s.bartolini
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