I cittadini e i negozianti dopo lo sparo in piazza

I cittadini e i negozianti dopo lo sparo in piazza

La rissa fa sempre il suo effetto sulle impressioni della gente, tanto più se ci scappa il colpo di pistola come l’altra sera. Non è stato però il colpo in aria a rendere peggiore la percezione di piazza Repubblica sul fronte della sicurezza. Chi ci lavora o la frequenta abitualmente ieri mattina ci è tornato come se niente fosse. «Di pestaggi ce ne sono due o tre alla settimana – racconta Emiliano Besana – non è il colpo di pistola a farmi impressione. Ricordo un detto siciliano, “prima vengono a rubare e poi mettiamo le porte di ferro”. Qui succede la stessa cosa, si alzano i controlli dopo che le cose sono successe. Dobbiamo aspettarci il morto perché facciano pulizia dai gruppetti di immigrati?».La risposta che si aspettano quasi tutti naturalmente è “no”. Bene sarebbe se mai fare in modo di riportare in piazza il mercato, secondo Fedora Petani: «Se non hanno più spazio per sé se ne vanno da soli, ma sono decisioni che non stanno a noi». La signora, disabile, passa quasi ogni giorno da piazza Repubblica e vorrebbe vedere non solo quella zona, ma tutta Varese tenuta meglio sotto controllo. «Io abito a Biumo Inferiore, non è che sia molto diverso da qui. Non posso dire di sentirmi sicura». L’impressione è che i gruppetti di immigrati, soprattutto da quando le Corti hanno ingaggiato la vigilanza armata, si siano spostati verso il monumento e verso l’incrocio tra via degli Alpini e via Spinelli. «Io ero in negozio ma non mi sono accorta di niente – dice Rossella Pavanello, intervistata non più tardi di tre giorni fa sul tema della sicurezza – Le mie valutazioni non cambiano: credo non sia

un problema di Varese ma di tutta la provincia con l’onda di immigrati che sta arrivando e temo ci sia poco da fare a livello locale. Li prendono e sono costretti a lasciarli andare il giorno dopo, sarà il delirio».«La chiamiamo “la Cambogia” quando inizia a piovere e vengono tutti qui sotto ai portici – spiega Giulia Mauri – Quando succede di solito chiudiamo le porte del negozio e siamo più o meno tranquilli. L’altra sera aveva iniziato a piovere, probabilmente è per quello che tanti extracomunitari erano qui sotto».Qualcuno però punta il dito anche contro le forze dell’ordine, per quanto il loro intervento sia provvidenziale e l’altra sera, dopo l’ennesimo episodio violento tra immigrati, abbiano arrestato alcuni di loro. «Prima lavoravo alle Corti – racconta Marco Di Pasquale – Sono al Blockbuster da circa un anno e posso dire di conoscere abbastanza bene la piazza. Anch’io ho telefonato quando abbiamo visto cosa stava succedendo ma ci hanno detto che avevano già avuto altre 5 segnalazioni e comunque la polizia è arrivata con comodo dopo dieci minuti. La gente in negozio non si è arrischiata a uscire ed è rimasta chiusa qui dentro al sicuro». Tra chi lavora in zona, non c’è uno che non ricordi l’episodio di due settimane fa quando gli immigrati, sempre tra loro, se le sono date di santa ragione raccogliendo le mattonelle da terra e lanciandosele addosso. Qualcuno però teme che la questione di piazza Repubblica, che pure esiste, venga usata in modo strumentale. «Mi pare che venga ingigantita a fasi alterne – dice Graziella Gastaldella – credo più per una questione politica che per reale interesse alla città. Guarda caso anche adesso siamo sotto elezioni».

Francesca Manfredi

f.iagrossi

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