Roma, 26 dic. (Apcom) – Si dice “sereno e tranquillo”, convinto
di poter portare a termine la legislatura in sella a palazzo
Chigi, nonostante la “diffamazione” di cui si ritiene vittima.
Silvio Berlusconi telefona alla Comunità Incontro guidata da don
Pierino Gelmini e assicura che i numeri della maggioranza alla
Camera, scesi a 314 dagli oltre 340 di inizio legislatura, “sono
aumentati”.
Berlusconi riconosce che “abbiamo avuto qualche difficoltà, ma le abbiamo superate e abbiamo già oggi la certezza, visto che i numeri alla Camera sono assolutamente aumentati, di poter continuare a governare come ci hanno chiesto gli italiani, e continuare a fare le cose che il nostro programma prevedeva che sono tutte indispensabili per uscire dalla crisi e ammodernare il nostro Paese”. Fiducia quanto mai necessaria, nella visione del premier, perchè altrimenti “saremmo andati incontro ad una situazione molto grave per il Paese”: con la crisi ancora in corso “non avere un governo, introdursi in una campagna elettorale che sarebbe stata anche dura, avrebbe potuto attirare attorno a noi la speculazione internazionale e provocare danni a tutti quanti”. Scenario “scongiurato” proprio grazie alla fiducia incassata a metà dicembre.
Ma la telefonata con Don Gelmini è anche l’occasione per un sfogo personale del premier: “Sono vittima di una diffamazione quotidiana”, lamenta . “Mi hanno accusato di tutto, dalle stragi alla mafia, alla corruzione: di tutto. Non c’è nulla di cui io sia stato lasciato esente. Tu mi capisci perchè anche tu sei vittima”, dice al sacerdote che nel 2008 è
stato dimesso dallo stato clericale e che deve rispondere dell’accusa di molestie nei confronti di diversi giovani ospiti della struttura. E al leader della comunità Incontro che lo invita a resistere e “tenere botta”, Berlusconi replica: “Io cerco modestamente di imitarti, come tieni botta tu tengo botta io. Se lasciassimo deluderemmo tanti nostri sostenitori, tante persone che hanno fiducia in noi”.
I saluti finali a “papà Silvio” arrivano da tre ragazzi
thailandesi ospiti della comunità: a loro il premier promette
borse di studio e a don Gelmini assicura: “Il nostro governo
continuerà a sostenere la tua comunità”.
Rea
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