Roma, 19 mag. (TMNews) – Il Pdl deve comunque trarre una lezione dal voto amministrativo e accelerare la sua trasformazione “celebrando i suoi congressi in tempi rapidi e aprirsi al contributo di tutti” a partire da Claudio Scajola perchè non possiamo permetterci di lasciare fuori nessuno, tantomeno chi ha capacità di organizzazione comprovate”. Ma il governo Berlusconi, la sua leadership e l’alleanza di centrosinistra nella sua composizione attuale di maggioranza non devono essere messe in discussione: non conviene a nessuno, a partire da Umberto Bossi. Perchè, ha avvertito il ministro Pdl degli Esteri Franco Frattini in una intervista al ‘Corriere della Sera’, anche in caso di sconfitta a Milano nei ballottaggi di Letizia “staccare la spina, sarebbe una sconfitta di Bossi”.
“C’è una risposta – ha affermato Frattini sul risultato del primo turno a Milano – che sicuramente sarebbe sbagliata: Pdl e Lega tutto possono fare oggi tranne che cercare capri espiatori e puntare il dito contro questo o quel sospetatto. I nostri elettori vogliono vedere un centrodestra unito: unito nella moderazione dei toni come negli accenti garbati”. E unito ancora dalla leadership e dalla premiership di Silvio Berlusconi che non va messa in discussione: “non credo si debba o si possa – ha detto – parlare di questo: è ancora Berlusconi che fa la sintesi della coalizione. Lo diciamo noi del Pdl, lo dicono i Responsabili, lo dice la Lega”.
D’altra parte, a giudizio di Frattini, l’unità politica è la condizione per una vittoria a Milano su cui si dice ottimista, convinto che Berlusconi faccia bene a lasciare a Letizia Moratti campo e proscenio della campagna elettorale, a differenza del primo turno. Anche se, per il ministro, gli “errori” commessi nella
prima fase non sono da attribuirsi al premier ma, semmai, ai manifesti di Lassini e alla gaffe in tv su Pisapia della Sindaco uscente. “Riuscire a trasformare Pisapia in un’icona del moderatismo e la Moratti in quella dell’estremismo – ha affermato – è stato un paradosso in cui siamo caduti come polli”.
Tor
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