Varese, maxi sequestro di tarocchi Nel mirino 12mila capi griffati

Varese, maxi sequestro di tarocchi Nel mirino 12mila capi griffati

VARESE Magliette, scarpe, borse e giacche invernali contraffatte in maniera tanto accurata che persino i tecnici delle griffe danneggiate sono dovuti ricorrere ad analisi di laboratorio per poter accertare il falso. Questa la straordinaria caratteristica di quasi 12 mila capi di abbigliamento contraffatti sequestrati nel mese di giugno dai carabinieri del Nucleo dell’Ispettorato del lavoro (Nil) di Varese al termine di una lunga indagine partita da alcuni casi sospetti di lavoro nero e terminata con il maxi sequestro unito alla chiusura di otto attività commerciali tra cui quattro negozi varesini e due spacci a Segrate e Parma.Centinaia i clienti coinvolti nella truffa e che per i loro «incauti acquisti» ora rischiano di pagare multe salate, di alcune migliaia di euro: «Sarà l’autorità giudiziaria a decidere se procedere oppure no in questo senso – spiega il comandante del Nil di Varese, maresciallo capo Andrea Cannella – ma l’apparente qualità del prodotto e le stesse circostanze delle vendite, avvenute in bei negozi e a prezzi di saldo, cioè poco inferiori rispetto al listino consigliato dalle case di moda, potevano indurre facilmente nel cliente in errore». Insomma tutto farebbe pensare alla buona fede dei clienti che, ignari di tutto, difficilmente sospettavano dell’autenticità dei capi acquistati, ma anzi erano portati a credere di aver

fatto un buon affare.Diversi i marchi italiani e stranieri coinvolti nella truffa, da Gucci a Dolce e Gabbana e Armani jeans, passando per Woolrich, Moncler, Hogan, Tod’s, Belstaff e persino Aeronautica militare. Alla fine tra negozi per la vendita al dettaglio, depositi e magazzini all’ingrosso, i capi sequestrati sono stati 11.750 per un valore di vendita sul mercato pari a un milione e 170 mila euro. «Se pensiamo che nei primi sei mesi dell’anno la Guardia di Finanza di Varese ha sequestrato circa 26 mila capi contraffatti, possiamo renderci conto di quanto sia significativo il risultato di questa indagine che ha portato anche al sequestro giudiziario di otto negozi, dieci imprenditori denunciati con diversi capi d’accusa, tra cui frode, ricettazione e introduzione in commercio di prodotti falsi», ha spiegato il direttore della direzione provinciale del lavoro di Varese, Luciano Mirra. Per quattro di questi imprenditori, oltre al sequestro del negozio, è scattata anche la sospensione dell’attività imprenditoriale per «lavoro nero», il che comporta l’impossibilità ad aprire un nuovo negozio, anche in un’altra sede e con una nuova ragione sociale, fino a quando non saranno pagate le sanzioni amministrative (1500 euro minimo per un totale di quasi 29mila euro) e non sarà altresì regolarizzata la posizione dei dipendenti in nero.Lidia Romeo

s.bartolini

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