Varese, una lama nel buio Ragazzi rapinati prima della festa

VARESE La rivolta contro i poliziotti in piazza Repubblica, culminata con uno sparo in aria per disperdere gli esagitati, è solo la punta dell’iceberg. Perché per un episodio eclatante come quello accaduto il 12 maggio scorso, ce ne sono molti altri che sfuggono ai clamori delle cronache.I fatti accaduti negli ultimi giorni evidenziano che l’emergenza sicurezza è più viva che mai. Anche in pieno centro.Per avere una conferma basta chiedere a quei tre ragazzi rimasti vittime di una inquietante rapina capitata sabato sera, in via Procaccini. O a quegli altri due uomini che raccontano di aver subito, nella notte fra il 17 e il 18 maggio in via Milano, un pestaggio talmente duro da provocare lo spappolamento della milza a uno degli aggrediti.Il primo fattaccio è capitato, come si accennava, sabato scorso. Erano più o meno le 21.30 e tre ragazzi, poco più che ventenni, erano fermi in via Procaccini: parlavano del più o del meno e

programmavano la serata insieme. A un certo punto sono stati però avvicinati da altri due ragazzi poco più grandi di loro. Uno dei due impugnava un coltello. E con modi molti duri e minacciosi hanno intimato alle loro prede di consegnare tutto quanto avevano con sé: telefonini e portafogli. I due rapinatori hanno agito a volto scoperto: il viso era soltanto seminascosto dal cappuccio della felpa che avevano calato sulla fronte. Dalle poche parole pronunciate, sembra che i balordi fossero italiani. Il loro era un accento meridionale. Davanti a una lama spianata, i tre ragazzi (che pure erano in superiorità numerica) non hanno avuto altra scelta che obbedire e consegnare denaro e cellulari.Una volta ottenuto quanto preteso, i due hanno fatto perdere le loro tracce. Le giovani vittime, visibilmente scosse, hanno avvertito le forze dell’ordine: è accaduto a loro, potrà accadere ancora a tanti ragazzi come loro.Sulla vicenda stanno investigando gli uomini della questura di Varese.Enrico Romanò

v.colombo

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