Crisi economia; Bill Clinton:Spegnere incendio il prima possibile

Crisi economia; Bill Clinton:Spegnere incendio il prima possibile


Roma, 29 gen. (Apcom)
– Contro la crisi mondiale la politica deve
agire senza indugi, “la casa è in fiamme e dobbiamo spegnere
l’incendio il prima possibile”, con misure che “abbiano un
senso”, e soprattutto che facciano capire all’opinione pubblica
che le autorità si mobilitano, anche con programmi di medio e
lungo termine. E’ il messaggio lanciato dall’ex presidente
americano Bill Clinton, intervenuto oggi a Davos, in Svizzera,
per l’assemblea annuale del World Economic Forum. Ma la crisi
chiama in causa anche le imprese, che devono modificare le loro
filosofie di sviluppo, e perfino le Organizzazioni non
governative: rischiano un crollo delle donazioni e anche loro,
avverte Clinton, e si devono ristrutturare.

Secondo l’ex capo della Casa Bianca la mobilitazione pubblica è
un requisito essenziale per ristabilire quel generale clima di
fiducia pesantemente compromesso dalla crisi. Una crisi che
secondo Clinton è innanzitutto finanziaria, ma è anche figlia di
politiche economiche inadeguate negli anni passati.

“C’era in generale troppo ricorso alla leva finanziaria e troppa
poca vigilanza, ma bisogna riconoscere – ha proseguito – che dopo
la bolla internet del 2001 non c’è stata vera strategia di
sviluppo” per una occupazione sostenibile in America. “E’ stato
tutto basato sulla crescita della finanza, dei consumi e del
mercato immobiliare. Gli americani sono cresciuti sulle loro
carte di credito”. Per questo ha espresso apprezzamento sul piano
di rilancio che sta portando avanti il nuovo presidente, Barack
Obama, che in larga misura fa leva su un programma di sviluppo
infrastrutturale.

“Agli imprenditori dico che questa è una crisi della finanza”, e
che quindi anche per loro le strategie di sviluppo devono ora
essere modificate su percorsi più sostenibili e di lungo termine.

Poi c’è la situazione degli aiuti ai paesi poveri e in via di
sviluppo, e di tutta quella galassia di Ong impegnate su questo
fronte. “Sono molto, molto preoccupato dalla possibilità che
siccome è stata distrutta così tanta ricchezza verrà meno
l’impulso dei ricchi ad aiutare i poveri. Clinton è tra gli
esponenti Usa più direttamente impegnati sul fronte delle Ong.
“Molti di noi hanno a loro volta perso molti fondi, dobbiamo
ristrutturarci anche noi, facciamolo assieme, sfruttiamo le
nostre reti”.

E’ però all’insegna dell’ottimismo il messaggio su cui ha voluto
chiudere. “Continuiamo a scommettere sul futuro, non dobbiamo
essere pessimisti, evitiamo la paura. Non vi arrendete, non
scommettete contro l’umanità ma per l’umanità”.

Voz

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