Varese, l’inventore delle “brutte” «Che errore le bellocce al bar»

Varese, l’inventore delle “brutte” «Che errore le bellocce al bar»

VARESE «Se il gestore di un locale per assumere personale organizzata una sfilata in bikini invece di un colloquio, forse non vuole aprire un pub ma qualcosa di ben più ambiguo». Così Varese commenta l’iniziativa di un pub vicentino che per assumere una nuova cameriera ha proposto una sorta di casting provocando forti polemiche in tutto il territorio nazionale, compresa Varese dove – al fianco dei sindacati – protesta anche Graziano Ballinari, il titolare dell’osteria «Cose di altri tempi» di Bizzozero che qualche mese fa era finito alla ribalta delle cronache nazionali per una ricerca di personale completamente opposta a quella veneta: «AAA cercasi cameriera efficiente ma bruttina».«Il mio annuncio voleva essere una provocazione contro la moda di cercare bariste e cameriere di massimo 25 anni e di bella presenza, come se le donne adulte e non bellissime non avessero diritto e qualità per lavorare dietro il bancone» ricorda Balinari che, in seguito a quell’annuncio, è stato contattato da quasi 300 donne disoccupate. «Alla fine ho assunto una signora di 55 anni che aveva perso il suo ultimo impiego a 50 anni e non riusciva più a trovarne uno – racconta – e dopo questi primi mesi sono convinto di aver fatto la scelta giusta perché è una donna simpatica, che lavora bene e piace ai clienti perché vera, autentica, anche grazie alle rughe e agli anni di esperienza».Insomma la morale è una sola: sul lavoro non conta il bell’aspetto ma capacità ed efficienza.

Parola di esercente e anche di sindacato, che commenta inorridito questa ultima trovata vicentina: «É deprimente sentire di proposte simili – commenta Carmela Tascone, segretario provinciale della Cisl – la valorizzazione delle professionalità scompare in una sfilata giudicata dai clienti che ricorda cose brutte del passato che speravamo fossero ormai superate». Evitando ogni ipocrisia, Tascone ammette che in alcuni casi i datori di lavoro, tra i mille fattori da valutare, a volte tengano in considerazione anche l’aspetto fisico, «ma qui il fattore estetico è tanto prevalente da far sparire tutto il resto, da arrivare a una sfilata in bikini e per di più giudicata e valutata dai clienti – spiega – Insomma un sistema assolutamente degradante per le aspiranti cameriere, e più in generale umiliante per le donne». Ad aggravare la situazione, le attuali condizioni di crisi che rendono più difficile rinunciare a un’occasione di lavoro.Le polemiche create attorno a questo caso, però, hanno già sortito un primo effetto: ieri sera il gestore del pub vicentino ha fatto sapere di aver annullato la sfilata a causa delle polemiche suscitate da questa iniziativa. Niente da fare quindi per una decina di ragazze che avevano accettato l’insolito colloquio, anche perché il gestore non solo ha disdetto la sfilata, ma ha pure deciso che, arrivati a questo punto, non assumerà alcuna nuova ragazza. E la domanda sorge spontanea: aveva bisogno di una cameriera in più o di uno specchietto per le allodole che richiamasse più clienti?Lidia Romeo

s.bartolini

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