Roma, 21 apr. (Apcom) – Il vicepresidente della Pontificia
accademia per la vita, monsignor Jean Laffitte, ribadisce il ‘no’
della Chiesa cattolica alla pillola del giorno dopo, anche nel
caso di donne vittime di violenza sessuale.
“Tale giudizio – spiega in un’articolo sull”Osservatore romano’
– non impedisce di continuare gli studi circa i modi più adatti
per affrontare i gravissimi problemi causati dalla violenza
sessuale a una donna. Se da una parte la donna vittima di una
terribile aggressione alla sua dignità ha il diritto di
difendersi, anche attraverso l’uso di mezzi che potrebbero
impedire l’ovulazione e la fecondazione – afferma il presule –
occorre d’altra parte ribadire che va difeso anche il diritto
alla vita dell’essere umano eventualmente già concepito. Se ci
fosse una qualche incertezza al riguardo, non sarebbe lecito
utilizzare mezzi che potrebbero avere un effetto anche abortivo”.
Dubbi vengono espressi dal presule – anche se non una condanna –
pure sui metodi contraccettivi. “Occorre osservare – scrive il
vice di monsignor Rino Fisichella – che, pur essendo la
contraccezione un atto di natura essenzialmente diversa, l’uso
abituale e banalizzato dei mezzi contraccettivi, lungi dal fare
regredire il ricorso all’aborto, trova spesso in quest’ultimo il
suo prolungamento”.
Ska
211732 apr 09
MAZ
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