Città del Vaticano, 29 gen. (Apcom) – Nell’attuale società, in
cui prevale un “pessimismo antropologico” che considera “quasi
impossibile sposarsi”, è necessario, secondo il Papa, che il
Tribunale della Rota Romana adotti maggiore cautela nel
considerare la “incapacità psichica” nella cause di nullità
matrimoniale.
“Alcune correnti antropologiche ‘umanistiche’, orientate
all’autorealizzazione e all’autotrascendenza egocentrica,
idealizzano talmente la persona umana e il matrimonio che
finiscono per negare la capacità psichica di tante persone,
fondandola su elementi che non corrispondono alle esigenze
essenziali del vincolo coniugale”, ha detto il Papa rivolgendo un
discorso in occasione della solenne inaugurazione dell’anno
giudiziario. “Mi preme – ha proseguito Ratzinger – richiamare
l’attenzione degli operatori del diritto sull’esigenza di
trattare le cause con la doverosa profondità richiesta dal
ministero di verità e di carità che è proprio della Rota Romana”.
Il Papa, più specificamente, chiede ai giudici rotali un “vaglio
delle perizie psichiatriche e psicologiche”, ma sottolinea
altresì “alcune distinzioni”: quella tra una maturità psichica
che sarebbe il punto d’arrivo dello sviluppo umano, e la maturità
canonica, “che è invece il punto minimo di partenza per la
validità del matrimonio”; quella tra incapacità e difficoltà, in
quanto “solo l’incapacità, e non già la difficoltà a prestare il
consenso e a realizzare una vera comunità di vita e di amore,
rende nullo il matrimonio”; quella tra la “dimensione canonistica
della normalità”, che “comprende anche moderate forme di
difficoltà psicologica”, e la “dimensione clinica” che “esclude
dal concetto di essa ogni limitazione di maturità e ogni forma di
psicopatologia”; e, infine, quella tra la “capacità minima,
sufficiente per un valido consenso” e la capacità idealizzata “di
una piena maturità in ordine ad una vita coniugale felice”.
“Occorre anzitutto – per il Papa – riscoprire in positivo la
capacità che in principio ogni persona umana ha di sposarsi in
virtù della sua stessa natura di uomo o di donna. Corriamo
infatti il rischio di cadere in un pessimismo antropologico che,
alla luce dell’odierna situazione culturale, considera quasi
impossibile sposarsi”. La “riaffermazione della innata capacità
umana al matrimonio”, per Ratzinger, “è proprio il punto di
partenza per aiutare le coppie a scoprire la realtà naturale del
matrimonio e il rilievo che ha sul piano della salvezza”.
Ska
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