Mistero Google: le palline colorate fanno impazzire il web


New York, 7 set. (Apcom)
– Le streghette per Halloween, i
cinque cerchi per le Olimpiadi e così via: gli utenti di Google
sono abituati a vedere le trasformazioni del logo coloratissimo
del motore di ricerca più usato al mondo. Ma in genere il motivo
è palese, o una spiegazione compare passando il mouse sul logo
trasformato: è il compleanno di, è l’anniversario di…

Oggi 7 settembre invece il logo di Google si sfrange all’avvio
in decine di palline colorate, e più ci si passa sopra con il
mouse, più le palline schizzano impazzite a destra e a manca,
salvo placarsi in qualche secondo e ricomporre il nome ‘Google’
se si lascia in pace il mouse.

Mistero sulla rete: che vorrà mai dire? Una celebrazione della
misura dell’entropia? Secondo la società di Mountain View, la
questione è semplice: questo ‘doodle’ o scarabocchio – così
Google chiama le variazioni sul tema del logo – “non è collegato
al compleanno di Google ma è rapido divertente e interattivo
proprio come pensiamo che dovrebbero essere le ricerche”. E’ la
spiegazione ufficiale che Google ha fornito anche a Apcom.

In verità oggi sarebbe proprio il compleanno del motore di
ricerca secondo il Guardian di Londra che assicura, “Il 7
settembre 1998 la Google Inc. aprì i battenti a Menlo Park in
California”.

Ma non c’è dubbio che la compagnia voglia far scervellare gli utenti. “Ieri” spiegano da Google “avevamo una grafica a bandiera per ricordare la festa del Labor Day”, festività tutta statunitense che celebra un po l’arrivo della stagione autunnale. “Ma il ‘doodle’ che è partito ieri sera non ricorda nessuna festività. Ve ne diremo di più nei prossimi giorni!” E così Google si assicura curiosità anche per il futuro.

Quanto alla pagina odierna – oltre al fatto che far schizzare le palline è un vero divertimento o una vera perdita di tempo, come volete – il ‘doodle’ consiste di pezzetti di una pagina web, costruiti col codice CSS3 (Cascading Style Sheet). Ogni pallina o circolatto è un “div”, uno degli elementi in cui la pagina è divisa, e contiene un’istruzione che lo rende tondo piuttosto che quadrato o rettangolare. Il codice istruisce la pallina a fuggire all’avvicinarsi del cursore. E tutta la pagina potrebbe essere un’astuta pubblicità del CSS3, uno standard emergente che viene sviluppato come la prossima versione del linguaggio HTLM.

Aqu/Emc

© riproduzione riservata