Tornano le lezioni di 60 minutiMa il bus non aspetta gli studenti

L’annuncio di portare tutte le ore di lezione a 60 minuti rischia di essere una rivoluzione traumatica per le scuole di Varese, che in diversi casi hanno scelto moduli ridotti per conciliare l’orario di uscita degli studenti con quelli dei mezzi di trasporto o per aumentare l’offerta formativa. E si prevede un gran lavoro per riuscire recuperare minuti preziosi di lezione (l’intento del ministro Gelmini) senza creare problemi a chi deve per prendere il treno, l’autobus e intasare col traffico in città. L’obbligo di portare tutte le ore scolastiche a 60 minuti potrebbe avere conseguenze pesanti sull’organizzazione dei tempi della città come di tutta la provincia. «Bisognerà valutare con esattezza i provvedimenti, ma senz’altro l’obbligo a 60 minuti avrebbe alcuni effetti problematici sull’equilibrio attuale – dice l’assessore comunale alle politiche educative Patrizia Tomassini – dovrà essere revisionato il sistema di

trasporto, anche per non far coincidere gli orari di uscita delle scuole ed evitare disagi al traffico. Certamente, se questa sarà la regola, bisognerà lavorare a dei tavoli con tutto il sistema di trasporto urbano e ferrovie, ma servirà anche un intervento delle istituzioni regionali per il coordinamento». In ogni caso, l’assessore è d’accordo con l’idea ispiratrice del provvedimento: «Non è sbagliato puntare sui 60 minuti, se si trova un modo per conciliare le esigenze – dice Patrizia Tomassini – perché i 50 minuti diffusi in diverse scuole, sono pochi per far lezione, specialmente quando un’insegnante ha un’ora sola nella giornata. Da tanti anni si parla di un provvedimento per recuperare quel tempo che viene perso, che non è poco se si pensa che 10 minuti in meno al giorno, significano 70 minuti di lezione in meno a settimana».

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