Bossi jr dai bimbi in ospedale: è doloroso, mi ricorda papà

Bossi jr dai bimbi in ospedale: è doloroso, mi ricorda papà

VARESE Non solo belle ragazze nella vita di Renzo Bossi. Il figlio del Senatur ha altre passioni nella vita e molto meritevoli: la beneficenza. Nonostante per lui sia «difficile entrare in ospedale, perché la mente corre al ricovero di papà» (l’ictus cerebrale che ha colpito Umberto Bossi nel 2004 e che lo ha costretto in ospedale, ndr) , ha deciso di aiutare i bambini malati di leucemia, ricoverati nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Brescia. «Dalla mia esperienza familiare ho imparato che durante il ricovero bisogna pensare positivo e non perdere mai le speranze – racconta Renzo a “Diva e Donna” – Così ho deciso di andare a visitare i bambini ricoverati all’ospedale di Brescia e gli ho portato le mie magliette per farli ridere». Le t-shirt della Trota, il soprannome di Renzo, ideate da lui «pensando proprio ai bambini» sono andate a ruba durante il raduno leghista a Pontida. «Con il ricavato della loro vendita – continua il figlio del ministro

delle Riforme e leader della Lega Nord – ho aiutato anche i volontari dell’Abe di Brescia, l’associazione bambino emopatico». D’accordo con la cosiddetta «terapia del sorriso» di Patch Adams, Bossi jr si è detto convinto che, «in ospedale, ritrovare il sorriso, anche solo per pochi minuti, è importante». E lui lo sa bene, rimasto accanto al padre per tutto il lungo periodo di ricovero e di convalescenza. «Mi sono emozionato molto – conclude – perché papà ha passato momenti difficilissimi in ospedale, ma fra mille difficoltà è riuscito a tornare quello che era prima che venisse colpito dall’ictus. E ora penso che potrà succedere lo stesso ai bambini malati di leucemia. Mi ha colpito molto vederli costretti in un letto d’ospedale: in oncoematologia devono rimanere isolati per lunghi periodi. Donargli anche solo qualche minuto di gioia, quindi, è stato importante. Mi sono sempre piaciuti i bambini e appena posso passo del tempo alla scuola di mia madre, che è insegnante alla scuola Bosina».Valentina Fumagalli

s.bartolini

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