Milano, 5 giu. (TMNews) – Bono al centro delle polemiche. Lo
storico leader degli U2 e’ infatti finito nel mirino del gruppo
“Art Uncut” (una branca del movimento “Uk Uncut”) per aver
trasferito la maggior parte delle attivita’ della band
dall’Irlanda, paese d’origine del cantante, all’Olanda con lo
scopo di pagare meno tasse.
Gli attivisti avrebbero scelto come luogo della protesta il
festival di Glastonbury, in programma dal 22 al 26 giugno a
Pilton in Gran Bretagna, dove si presenteranno, proprio durante
l’esibizione degli U2, con un mega striscione con la scritta
“Bono salda il conto”. L’idea comunque e’ di non interrompere la
performance ne’ di far saltare il concerto, ma di dare
visibilita’ alla notizia.
I motivi del dissenso, per quanto l’azione sia del tutto legale,
starebbe nel fatto che l’evasione priverebbe l’erario irlandese
di risorse cruciali per tenere in piedi lo stato sociale. “Bono
dice di preoccuparsi dei paesi in via di sviluppo – spiega un comunicato dell’associazione ripreso dal tabloid britannico ‘Mail on Sunday’ – ma, allo stesso tempo, gli U2 portano avanti con avidita’ una chiara politica di evasione fiscale. Noi mostreremo il vero impatto che tutto cio’ ha sugli ospedali e le scuole in Irlanda. Chiunque seguira’ la nostra protesta si convincera’ che Bono deve pagare le tasse”.
Non ha tardato pero’ ad arrivare la risposta di Paul McGuinness,
storico manager della band. “Gli U2 – ha dichiarato – sono un
fenomeno internazionale e dunque pagano le tasse a livello
globale. Circa il 95 per cento degli affari della band sono
portati avanti al di la’ dei confini irlandesi e percio’ il
gruppo paga differenti tasse in tutto il mondo”.
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