Roma, 10 giu. (TMNews) – Cesare Battisti ha rilasciato le prime dichiarazioni dopo la sua scarcerazione dal carcere di Papuda, dopo che il Tribunale supremo del Brasile ha negato la sua estradizione in Italia. “Non voglio vivere (questo momento) come la celebrazione di un trionfo. Dobbiamo rispettare le istituzioni e le famiglie”, ha detto l’ex terrorista rosso secondo il quotidiano ‘O Estado de Sao Paulo’.
L’ex militante dei Pac (Proletari armati per il comunismo) è ritornato in libertà dopo che l’altro ieri il Supremo tribunale federale del Brasile ha confermato la decisione presa dall’ex presidente Lula nell’ultimo giorno del suo mandato di non concedere l’estradizione in Italia di Battisti, condannato all’ergastolo in contumacia dalla giustizia italiana per quattro omicidi commessi negli anni Settanta.
Battisti, scarcerato dal penitenziario di Papuda, è arrivato a San Paolo alle 6.50 di questa mattina. Occupava il sedile 22 A – scrive il quotidiano – sul volo della Tam che è atterrato a Congonhas.
Nel suo primo giorno di libertà dopo quattro anni e due mesi di carcere, ha riflettuto sulla sua riabilitazione: il suo ‘quartier generale’ sarà la più grande città del Brasile, Paese che gli ha concesso asilo politico. Si dedicherà alla letteratura, che nelle sue intenzioni gli consentirà di riprendere una vita il più possibile normale. Scriverà opere di narrativa. “È il mio lavoro”, ha spiegato l’ex militante dei Pac, “Un romanzo senza storia può esistere, ma un romanzo senza argomento no”.
Il suo ultimo libro dovrebbe raccontare la storia di brasiliani incontrati nel carcere della polizia federale. “Ogni prigioniero ha la sua storia, ho capito il Brasile attraverso i resoconti di queste persone”, ha concluso Battisti, “Ogni prigioniero è una finestra del Brasile. Si tratta di una biografia romanzata. Con il pretesto di denunciare situazioni sociali, adotto il genere romanzesco. È il tema che conta.”
Fco
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