Scuole, lo Stato non pagaC’è un "buco" da 10 milioni

Scuole, lo Stato non pagaC’è un "buco" da 10 milioni

VARESE Dieci milioni di euro: è la somma esorbitante che lo Stato deve alle scuole di Varese di ogni ordine grado, solo considerando i debiti accumulati dall’anno scolastico 2005-2006 per le supplenze. E il residuo attivo della nostra provincia, cioè il credito nei confronti del Miur, non è che una piccola quota di quello regionale che arriva oggi a 107 milioni e 600 mila euro. La stima complessiva dei soldi dovuti, messi a bilancio e mai arrivati, secondo i sindacati, si aggira per la Lombardia sui 140 milioni di euro includendo anche le spese di funzionamento, il costo degli esami di maturità e dei corsi di recupero obbligatori per legge.

In attesa di ulteriori dati relativi alle voci per ora non dettagliate dalla Direzione scolastica regionale, subito chiesti dai sindacati dopo l’annuncio del credito per le supplenze, balza all’occhio una situazione che ha dell’assurdo. I presidi non chiamano più i supplenti se non in caso di grave necessità, non potendoli pagare, chi ha lavorato non di rado si sente dire che la retribuzione arriverà postuma, ammesso che arrivi, e le famiglie si sentono chiedere contributi per permettere lo svolgimento delle attività scolastiche, e non si parla di quelle facoltative o collaterali. «Abbiamo avuto casi in provincia di Varese – spiega Marinella Magnoni, Cgil Scuola – di genitori che si sono sentiti chiedere aiuto per acquistare il materiale indispensabile all’attività didattica, gessetti per la lavagna, ma anche carta igienica e fogli per le fotocopie. Siamo alla follia».
Purtroppo la situazione va avanti inalterata da anni, e i dirigenti scolastici si arrangiano come possono. Le supplenze vengono evitate smistando i bambini nelle altre classi, mentre i corsi di recupero, dallo scorso anno scolastico obbligatori prima delle valutazioni di fine quadrimestre e degli esami di recupero di settembre, vengono pagate con i fondi di istituto. Quelli che servirebbero per le attività integrative e per il materiale, che non si riesce ad acquistare.

«Elementari e medie sono le scuole messe peggio – continua Magnoni – perché hanno già dei budget più ridotti rispetto alle superiori. I dirigenti scolastici fanno economia e piangono miseria, cercando di tamponare dove possono per garantire tutto il necessario, ma è assurdo che dei fondi che sono stati messi a bilancio negli anni scorsi non siano arrivati a destinazione». «Da noi si sono accumulati 5 anni di debiti per gli esami di Stato – conferma Luisa Oprandi, vicepreside del liceo linguistico di Varese – nessuno li ha mai rimborsati completamente, ne avranno

pagato il 40%. La scuola si deve arrangiare come può, cerca di compensare con i contributi pagati dagli studenti per l’anno scolastico e con i fondi dell’istituto tagliando ovunque sia possibile». Le prime voci di spesa a pagare dazio alla mancata erogazione statale, neanche a dirlo, sono i corsi di recupero. «Non li possiamo garantire a tutti e per tutte le materie. Guardiamo dove ci sono più insufficienze e partiamo da lì, mentre per il resto cerchiamo di fare dei recuperi in itinere nelle ore della mattinata, togliendo spazio però alla didattica».Francesca Manfredi

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google