Busto Arsizio A voler ben vedere, quando si parla di “galleria commerciale naturale”, l’esempio più calzante non è tanto il centro storico – dove pure gli esercenti procedono con il progetto dei distretti commerciali – ma Beata Giuliana. Sì, perché quella carrellata di negozi alla fine di viale Repubblica è quanto di più simile ai lunghi corridoi costellati di vetrine dei centri commerciali: c’è il bar, l’agenzia viaggi, il fiorista, il cartolaio, il negozio
di elettrodomestici e perfino il tocco esotico del ristorante giapponese e quello trasgressivo del sexy shop. Tante categorie merceologiche diverse, con un vantaggio comune: i parcheggi proprio davanti all’entrata.Ed ecco, allora, la rivincita dei rioni periferici: mentre in centro il commercio annaspa – tanto che il Comune ha deciso di concedere ai negozianti la possibilità di restare aperti il 25 aprile – a Beata Giuliana non si nuota nell’oro, ma neppure si affonda.
Gli affari tengono, e in tempi di crisi durissima c’è già da star contenti così. «Forse perché abbiamo diversificato l’attività, forse perché in tanti anni siamo un po’ diventati un punto di riferimento, comunque non ci lamentiamo – commenta Sergio De Nigris, titolare della cartolibreria ed edicola Rossini – certo, i parcheggi aiutano molto, soprattutto chi come noi propone acquisti di tipo “mordi e fuggi”. Problemi? Niente in particolare, forse un po’ più di attenzione alla pulizia e al ritiro dei rifiuti».
Certo, il momento non è roseo per nessuno: la fiorista Angela Zagato, anche lei aperta da diversi anni, ricorda come, quanto a crisi e concorrenza di supermercati e centri commerciali, tutto il mondo sia paese. E’ pur vero però che gli esercenti “storici” hanno saputo non solo tenere, ma anche rinnovarsi, accaparrandosi una clientela che va oltre il rione: «Diciamo che i residenti vengono per la minuteria, la lampadina da cambiare o la pila nuova – commenta Nadia Puricelli, titolare del negozio di elettrodomestici Bruno Stell – per gli acquisti più importanti, però, abbiamo anche clienti che vengono dal centro, soprattutto per i servizi e l’assistenza che cerchiamo di offrire».
Ma se il servizio e le “coccole” al cliente sono essenziali, non lo sono di meno i parcheggi: «Non solo per noi, ma per qualunque attività commerciale, tanto che anche questi a volte non basterebbero». E parlando di crisi, è interessante rilevare come uno dei settori che ne risenta
di meno sia quello della trasgressione: al sexy shop Magic America gli affari hanno subìto solo una leggera flessione. «E dire che Busto è una piazza difficile, un po’ bigotta – commenta Daniele, il gestore – tanti si vergognano a entrare». Tant’è che poi, bigotti o no, entrano.Laura Campiglio
f.artina
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