VARESE (e.b.) Ventisette coppie per la festa di San Michele a Bosto. Nel quartiere del centro la festa patronale con il ricordo degli anniversari di matrimonio. «Dal punto di vista civile, sociale e religioso l’istanza più importante è quella rivolta alla famiglia – ha detto durante l’omelia don Pietro Giola, parroco di Bosto – In fondo se funziona la famiglia funziona tutto, in caso contrario, Stato, scuola, oratori e agenzie educative non possono
fare molto. È dunque importante festeggiare queste famiglie che sono un segno per i giovani oggi timorosi nel scegliere il matrimonio e spesso sono orientati alla convivenza, diventata ormai un’abitudine. I segnali di questo arrivano anche dai dati sui matrimoni. Se fino a 2 o 3 anni fa in parrocchia registravamo 20 matrimoni all’anno, ora siamo a cinque, al massimo sei». E quelle 27 coppie sono, secondo don Giola, un esempio per i giovani.
Al termine della celebrazione il parroco ha consegnato una rosa a ciascun marito perché la consegnasse alla moglie, simbolicamente, senza spine. La coppia più longeva? Francesca Bassi, 82 anni, e Franco Zighetti, 84 anni, hanno festeggiato 57 anni di matrimonio e 7 di fidanzamento. «Il nostro matrimonio è durato così a lungo perché ci siamo voluti bene e siamo stati fortunati. Non abbiamo avuti gradi tragedie con i figli. Certo anche noi abbiamo avuto le nostre difficoltà, ma uniti le abbiamo superate». Per loro la felicità di una grande famiglia con tre figlie e sette nipoti. «Siamo milanesi di origine e siamo sfollati qui durante la guerra. Ci siamo visti in Varese e ci siamo piaciuti perché eravamo belli, abbiamo cominciato ad adocchiarci, poi, in occasione di un ballo al tennis club, ci siamo conosciuti e abbiamo iniziato a frequentarci». In 64 anni di vita insieme il mondo intorno è mutato. Il loro amore no. Anzi, si è rafforzato.
La parrocchia di San Carlo ha festeggiato il quarantesimo compleanno della sua polisportiva giovanile e il primo grande evento è partito nel fine settimana appena trascorso. Come prima tra tutte le proposte non poteva mancare la tradizionale fiaccolata: da Colle Don Bosco, in provincia di Asti, i partecipanti passo dopo passo sono arrivati nel tardo pomeriggio di ieri fino a Varese senza soluzione di continuità. Anche a questa edizione hanno preso il via a piedi una cinquantina di persone tra ragazzi iscritti alla polisportiva, educatori, genitori e accompagnatori per la logistica. Tutti insieme sabato
pomeriggio si sono riuniti in un luogo di partenza simbolico come quello dove è nato don Bosco, visto quello che rappresenta per una comunità salesiana, e dopo un momento di preghiera con l’accensione della fiaccola sono partiti per l’organizzatissima staffetta. Dai 600 agli 800 metri ciascuno, è la distanza prefissata per ogni singolo partecipante, che in totale percorre circa 6 chilometri dei 184 che separano i due estremi del tragitto. «E’ un’esperienza forte che rimane dentro», racconta don Marco Usuelli, «io stesso mi ricordo quelle che ho fatto da piccolo qui a San Carlo».
e.marletta
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