VARESE Ora la parola passa alla giuria popolare che, composta da 200 lettori italiani e ticinesi, sceglierà il vincitore.
Emozionati davanti al microfono, soprattutto i più giovani, gli scrittori in erba hanno sfilato presentando il proprio racconto dedicato a “La memoria dell’acqua”, tema scelto per il Chiara Giovani 2010, in accordo con lo sponsor Prealpi Servizi. «Mi ha stupito vedere come ci sia attenzione, interesse e voglia di scrivere da parte dei giovani in un territorio come questo – la riflessione di Andrea Giacometti, giornalista e membro della giuria – devo dire che questi testi smentiscono il cliché della generazione dei bamboccioni e fanno emergere sensibilità e tecnica».
Nei racconti, caratterizzati da una buona qualità di scrittura e delle storie raccontate, l’acqua è vista sotto prospettive diverse: acqua come personaggio, acqua come sfondo importante per la storia e acqua come minaccia.
Nicola Zanotti di Brescia si è ispirato per il suo racconto a “La ballata degli annegati” di Guccini: «Da lì è nata la vicenda di una ragazza che si è buttata nel fiume e che invece di morire è stata tratta in salvo. E le memorie di quel fiume, legate a persone lì annegate, sono entrate in lei per tornare in vita attraverso di lei». Ermira Preca di origine albanese, ha scritto dell’immigrazione, del passaggio dall’Albania all’Italia tra gli anni 1998-2000. È una storia raccontata in prima persona. È Ermira, con la mamma e il fratello, ad aver attraversato il mare con il gommone e ad aver visto molti compagni di viaggio morire. Eleonora Giorgi di Sumirago ha raccontato la storia fantastica di un aviatore inglese che voleva comprendere la maturità. Francesca Bianchi di Montegrino ha proposto la storia di un’archeologa con il desiderio di riscattarsi per arrivare alla libertà. Benedetta Vanino di Bodio Lomnago ha composto la storia di un’amicizia tra due gocce d’acqua che da pioggia finiscono in un torrente e poi si dividono. Saba Chopard, ticinese, ha scritto una riflessione paragonando i suoi ricordi all’acqua. Filippo Cova di Gallarate ha raccontato la storia di un lago che raccoglie le emozioni di ciò che vede e si specchia in lui. Genny Rosmini di Gavirate ha ambientato la sua storia in epoca medievale prendendo spunto da un laboratorio di filosofia.
Martino Nazzario di Tradate ha ambientato tutto nella cultura orientale. Luca Pagani di Vedano Olona si è ispirato al film “Ocean’s Eleven” per tratteggiare la figura di un ladro misterioso e ricercato. Riccardo Orlandi di Morazzone ha suddiviso il suo racconto, quasi un thriller, in sei paragrafi, ciascuno con altrettante testimonianze di un omicidio. L’ultima è quella dell’acqua, l’unica che sa esattamente come sono andate le cose e svela la verità. Sara Tommasini di Varese ha scelto come protagonista un atleta keniano che corre la maratona in una città occidentale. Carolina Crespi di Busto ha descritto la fiaba di Matilde, “Asfalto tremante”, ambientata all’Aquila. Sergio Peter di Grandola ha presentato racconti veri di bambini che trascorrono l’estate in oratorio. Chiara Beretta di Sedriani ha presentato la cronaca del viaggio di un giovane alla ricerca del proprio padre. Lucia Ghielmi di Orino ha scritto il monologo di un’onda d’oceano. Gloria Folcio di Erba ha narrato di un nonno che trasmette le sue esperienze al nipote, il tutto ambientato in Canada.
La svizzera Laura Falaschetti si è ispirata a un incubo che la vedeva morire soffocata da una cascata. Silvia Bagatta di Busto ha invece proposto le riflessioni di una donna in un campo di concentramento mentre Luisa Barbanti, anche lei svizzera, ha riprodotto la seduta psicologica di una ragazza dopo una vacanza in Olanda.
Elena Botter
e.marletta
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