Roma, 27 set. (Apcom) – Come sempre, da quando alcuni mesi fa ha ingaggiato il duello finale con Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini ascolterà molti dei suoi parlamentari prima di decidere. Ha iniziato stamane, incontrandone diversi a Montecitorio. Poche ore dopo Italo Bocchino, dagli studi tv di Porta a Porta, reclamava a gran voce un vertice di maggioranza per coinvolgere Fli prima del passaggio parlamentare di mercoledì. Fini, dal canto suo, sembra che con i suoi non abbia escluso alcuno scenario, anche il più estremo.
La mossa di Bocchino, giudicata azzardata da qualche falco e da molte colombe, nei fatti avvicina la resa dei conti interna alla maggioranza e indica una strada che se percorsa fino in fondo potrebbe portare, nell’ipotesi più estrema dell’ala oltranzista, fino all’appoggio esterno al governo con ritiro di ministro e sottosegretari Fli. Con un effetto collaterale immediato, l’addio di qualche deputato a Futuro e Libertà. Mancano due giorni alla verità, due giorni di trattative frenetiche e attese di un segnale: “Noi abbiamo in mano un ramoscello d’ulivo, vediamo cosa porta in mano Berlusconi”, sintetizza un finiano.
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Tom
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