Scienza/ Il grafene, la nano-pellicola del Nobel

Scienza/ Il grafene, la nano-pellicola del Nobel


Roma, 5 ott. (Apcom)
– Per i loro “pioneristici esperimenti sul grafene”, i russi Andre Geim e Konstantin Novoselov hanno vinto il premio Nobel per la fisica. Il grafene è una specie di santo Graal dell’elettronica, un nuovo materiale basato sul carbonio cui si attribuiscono proprietà miracolose, in grado di migliorare di centinaia di volte le prestazioni dei computer, ma che per ora non è possibile integrare con la circuteria elettronica utilizzata dall’industria. Quando nei laboratori verrà realizzata questa integrazione, e si passerà all’impiego su prodotti da mettere sul mercato, non è esagerato prevedere che l’intera società umana ne verrà trasformata.

Le proprietà del grafene derivano dalle caratteristiche chimico-fisiche del suo elemento base: il carbonio, l’atomo più “versatile” fra tutti (non a caso, è anche alla base dei composti biologici). Si presenta come la pellicola più sottile che esista: un “velo” spesso 0,35 nanometri (un nanometro è un milionesimo di millimetro), quanto due sole molecole di carbonio. Gli atomi nella sua struttura sono disposti in cellette esagonali, una configurazione che rende stabile l’insieme. Ciò che rende grandi le aspettative che riguardano il grafene sono le proprietà elettroniche che ha mostrato in laboratorio. Se potesse sostituire il silicio per dar luogo a circuiti integrati di nuovo tipo, si potrebbe generare a una velocità di computazione da cento a mille volte superiore a quella degli attuali “chip” che formano il cuore dei computer: da cento a mille passaggi da “zero” a “uno” in un solo secondo. Non ci siamo molto lontani. In diversi laboratori, fra cui quelli dell’Ibm, si sono già realizzati wafer (sottili sfoglie) di grafene con incisa la circuiteria elettronica. Si sta lavorando per migliorare la mobilità interna degli elettroni. (segue)

Fus

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