Laureato lucano lavora in Svizzera come cavia umana

Laureato lucano lavora in Svizzera come cavia umana

Roma, 5 ott. (Apcmo) – Una vita da precario e per sbarcare il lunario ha deciso di fare la cavia umana. E’ la storia di un giovane raccontata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. laurea in Lettere e filosofia non gli crea le opportunità che sperava. E così il potentino R. S., 34 anni, per evitare di sprofondare nella depressione del disoccupato (“che – dice – non ha santi in paradiso”) ha deciso di “affittare il suo corpo”. Niente a che vedere con il sesso. Si mette a disposizione delle case farmaceutiche per testare nuove molecole e nuovi farmaci. È quel che si dice una “cavia umana”.

Dal 2006 R. S. – scrive il quotidiano pugliese – trascorre quindici, venti giorni all`anno in una clinica della Svizzera a ingurgitare pillole, sciroppi o a provare unguenti. Tra un test e l`altro trova pure il tempo di godersi massaggi, beauty farm, piatti prelibati e una piscina hollywoodiana all`interno della clinica stessa. “Mi trattano con i guanti bianchi. E poi mi pagano bene”, racconta il potentino nell’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno. Le cifre? Si va da 250 euro a 600 euro al giorno. Dipende dall`importanza della sperimentazione. E, forse, anche dalla sua pericolosità. R. S., però, non teme contraccolpi per la sua salute. È tranquillo e benedice il giorno in cui ha colto questa occasione: “Ho parenti in Svizzera e quando sono andati a trovarli ho letto un annuncio della facoltà di Medicina che cercava persone disposte a entrare nello staff di un`importante casa farmaceutica. Mi sono presentato, consapevole di trovarmi di fronte a una scelta difficile”.

Red/Nes

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