VARESE L’incasso di sabato sera, quei 4215 euro raccolti tra nuove tessere, ingressi e consumazioni, che avrebbero dovuto dimostrare che Nessundorma non è un club privato, ma un esercizio pubblico a tutti gli effetti, sono stati restituiti all’associazione che gestisce il controverso locale di via Merano, chiuso d’imperio dalla polizia lo scorso fine settimana, al termine di una ispezione in forze da parte degli agenti della sezione amministrativa e degli ispettori del lavoro. Lo ha deciso il pm Tiziano Masini, che ieri appunto ha disposto il dissequestro della somma di danaro,
ma non del locale: il magistrato ritiene valide le ipotesi di reato di apertura di pubblico esercizio senza le necessarie autorizzazioni, e quelle relative alle infrazioni alla normativa in materia di sicurezza. Per questo motivo ha chiesto la giudice per l’indagine preliminare di convalidare il sequestro. Sarà Giuseppe Battarino a decidere in merito alla richiesta del pm: la partita ora si gioca tutta sulla natura del locale. Un club privato, come vorrebbero i gestori (e quindi non necessitante di alcuna autorizzazione), o un vero e proprio pubblico esercizio, come sostiene l’accusa?
Il giudice ha dieci giorni di tempo per emettere un provvedimento: da questo dipenderà il futuro di un locale che ha subito riscosso molto successo tra i giovani, ma che ha pure sollevato grandi proteste da parte dei residenti di via Merano, esasperati dagli schiamazzi notturni dei suoi sempre più numerosi avventori.
e.marletta
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