GALLARATE La città si è bloccata. Hanno sfilato i «Mohicani», insieme ai ragazzi di altri centri sociali della zona, in un corteo che si è mosso tutto intorno al centro storico, toccando i principali snodi viari cittadini e bloccando, di fatto, la circolazione.
Squillavano, senza sosta, i telefoni al comando della polizia locale di via Galileo Ferraris. All’altro capo cittadini che chiedevano perché i vigili stessero deviando il traffico e commercianti che si lamentavano per la contrazione degli affari. Già da ieri mattina, infatti, sia piazza Giovanni XXIII, sede del concentramento, che piazza Garibaldi, dove la manifestazione si è conclusa, erano transennate, ad evitare che qualche automobilista parcheggiasse in queste due zone calde.
Posto dunque che fosse compreso tra gli obiettivi della manifestazione, quello di sabotare lo shopping del sabato pomeriggio dei gallaratesi è riuscito in pieno. Poco meno di trecento le persone che hanno preso parte al corteo del collettivo «Ultimi Mohicani», in massima parte ragazzi dei centri sociali, arrivati da Saronno e dal milanese. All’interno del corteo sventolavano le bandiere di Cobas e Cub, sindacati di base che in settimana avevano annunciato la propria partecipazione al corteo, oltre ad esponenti di «Sinistra, Ecologia e Libertà» e della Federazione della Sinistra.
Partiti intorno alle sedici dalla stazione, i manifestanti sono arrivati in piazza San Lorenzo per poi proseguire lungo viale Milano e via Torino, fino all’incrocio con via Buonarroti. Da qui, attraverso via Magenta, via Agnelli, via Novara e via Marsala sono tornati in centro. Ultimi passi in via Mazzini e via Postporta prima di arrivare in piazza Garibaldi. Corteo tutto sommato tranquillo, fatta eccezione per qualche fumogeno e qualche petardo, oltre alle scritte sui muri, alcune anche di cattivo gusto, come l’«Uccidi anche tu un alpino» comparso in via Novara, prontamente cancellate dagli imbianchini allertati dal Comune.
«Contro la mafia del mattone spazi sociali autogestione», lo slogan che ha accompagnato la manifestazione, intervallato da cori antifascisti, attacchi alla Lega Nord e insulti alle forze dell’ordine. Polizia, Carabinieri e vigili, che, con uno schieramento massiccio, hanno seguito il corteo lungo tutto il percorso. Lo spunto della manifestazione lo sgombero, avvenuto lunedì scorso, del centro sociale «Edera», uno stabile occupato a Cardano al Campo. «Uno spropositato spiegamento militare ha restituito lo spazio alla speculazione edilizia», la versione offerta dal collettivo.
E appunto uno dei temi del corteo è stato quello del contrasto alla cementificazione del territorio, fenomeno al quale gli «Ultimi Mohicani» hanno voluto opporre il recupero di uno spazio di socialità, ricavato appunto occupando l’immobile di via Porraneo a Cardano. «Edera occupata non si tocca, rinascerà con la lotta», la promessa scandita a viva voce dai manifestanti. Mentre sfilava il corteo, erano tanti i gallaratesi che si affacciavano alle finestre per osservare il corteo. Qualcuno applaudiva, qualcuno meno: «Ma ‘ndi ca tucc», il commento di una signora a cui veniva offerto un volantino. Mentre un’altra, in piazza Libertà, confessava la sua curiosità per l’evento: «Sono venuta a vedere, mi hanno detto che a Gallarate sono arrivati i No-Global».
Riccardo Saporiti
f.tonghini
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