Roma, 8 mar. (TMNews) – Il regime libico torna a smentire recisamente l’esistenza di qualsiasi trattativa con gli insorti e per chiarire il concetto l’aviazione libica torna a bombardare l’hub petrolifero di Ras Lanuf mentre altri tiri di artiglieria si registrano a Zawiya. La città è circondata dalle forze lealiste al regime.
un funzionario del governo sotto anonimato ha smentito questa mattina la notizia riguardante un’offerta di negoziato avanzata dal leader libico Muammar Gheddafi all’opposizione. “E’ molto irritante commentare una simile sciocchezza”, ha detto il funzionario del regime. I rivoltosi di Bengasi hanno ribadito oggi che non ci sarà alcun negoziato fino a quando Gheddafi rimarrà al potere e sempre da Bengasi, anche l’ex ministro della Giustizia Mustafa Abdel Jalil, oggi a capo del Consiglio nazionale dei rivoltosi, ha fatto sapere che Gheddafi non ha inviato alcun delegato per trattare con l’opposizione, precisando invece che alcuni avvocati di Tripoli si sono proposti come intermediari.
L’opposizione – aveva detto in mattinata Jalil – è pronta a garantire l’immunità al leader libico Muammar Gheddafi se il colonnello si dimette e lascia il paese. “Siamo ovviamente favorevoli a porre fine al bagno di sangue, ma deve prima dimettersi, quindi deve andarsene e noi non avvieremo alcuna causa penale contro lui”.
Bersagliati dall’aviazione i ribelli hanno anche il timore di rimanere senza combustibile nel giro di una settimana, a causa della cessazione delle attività nelle raffinerie della regione.
Un ufficiale dello stesso governo, Tarek Bu Zaqiya, ha ammesso che ci sono scorte solo per una settimana, precisando che “c’è un piano per far fronte al problema”, senza però volerne precisare i dettagli. Secondo Gulf News, alcune fonti del governo di Bengasi hanno ipotizzato l’invio in Libia di combustibile dall’Italia.
Sul fronte diplomatico, intanto, Francia e Gran Bretagna hanno premuto sull’acceleratore per preparare una bozza di risoluzione da presentare “entro breve tempo” in Consiglio di Sicurezza, con l’obiettivo di creare una no-fly zone sul paese Nordafricano. “La Nato sta considerando diverse opzioni, compresa la possibilità di operazioni militari” in Libia, ha confermato il presidente americano Barack Obama, che deve far fronte però alle resistenze della Russia. Dopo la Lega Araba, questa mattina anche l’Organizzazione della conferenza islamica ha dato il suo assenso alla imposizione di una no fly zone.
Sul terreno, la giornata di ieri non aveva fatto registrare svolte: le forze ribelli hanno perso il controllo di Ben Jawad ma resistono a Misurata e Zawiyah, nonostante i rinnovati attacchi delle truppe governative; Ras Lanuf è stata colpita da un raid aereo che avrebbe causato diverse vittime civili.
vgp
© riproduzione riservata










