Salute/ Italiani a rischio: sempre più grassi, vecchi e pigri

Salute/ Italiani a rischio: sempre più grassi, vecchi e pigri

Roma, 8 mar. (TMNews) – La salute degli italiani è ancora discreta, ma negli ultimi anni si va sgretolando a colpi di cattivi comportamenti in fatto di alimentazione, sedentarietà e consumo di alcol in eccesso, soprattutto tra i giovani. Abitudini sbagliate che sembrano divenute ‘normali’ e accettate. E cadono anche vecchi cliché, come il fatto che le donne vivono meglio e sempre più degli uomini. È l’allarme lanciato dall’ottava edizione del Rapporto Osservasalute, un’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle regioni italiane, presentata oggi all’Università cattolica del Sacro cuore di Roma.

Secondo il rapporto l’Italia continua a invecchiare e le previsioni non sono rosee: complessivamente la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,3% del totale, e quella dai 75 anni in su il 9,8 del totale. Inoltre persistono (e in qualche caso peggiorano) le cattive abitudini che fanno male alla salute. Ogni anno, nel nostro Paese, circa 50.000 decessi vengono attribuiti all’obesità, i cui tassi sono in preoccupante aumento soprattutto tra bambini e adolescenti. Più di un terzo della popolazione adulta (35,5%) è in sovrappeso, mentre circa una persona su dieci è obesa: in totale, il 45,4% della popolazione adulta è in eccesso ponderale. Quanto a persone in sovrappeso sta peggio il Sud (Molise 40,1%, Basilicata 41,0%) e obese (Campania e Emilia-Romagna 11,5%) rispetto alle regioni settentrionali (Trentino-Alto Adige 32,0%, Piemonte 33,3% e Veneto 33,4%; obesità: P.A. Bolzano 6,9%, Trentino-Alto Adige 8,4% e Piemonte 8,7%).

Nel periodo 2001-2008 la percentuale di persone di 18 anni e oltre in condizione di sovrappeso e obesità è andata aumentando passando, rispettivamente, dal 33,9% nel 2001 al 35,5% nel 2008 e dall’8,5% nel 2001 al 9,9% nel 2008. Per quanto riguarda i bambini, la quota complessiva di quelli grassi è del 34%, il 2% in meno rispetto al precedente Rapporto 2009. Una situazione colpa di tendenze degli italiani a tavola non proprio virtuose, di sempre troppo poche attività fisiche svolte e di vecchi ‘vizi’ mai abbandonati, fumo e alcol su tutti.

Negli anni 2001-2009, continua il rapporto, i consumi degli italiani risultano molto lontani da una dieta equilibrata, che richiederebbe soprattutto l’incremento del consumo di vegetali e la riduzione del consumo delle fonti di grassi, di zuccheri semplici e delle bevande alcoliche. Al contrario, cresce di molto il consumo di snack salati e quello di bevande gassate, mentre aumentano di pochissimo i consumi di frutta e verdura. È una dieta conformata al pasto veloci preso al lavoro, alla mensa o al bancone di un bar.

(segue)

Sav

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